“Day after, quando la sconfitta brucia ancora”. Inizia – in maniera alquanto evocativa – la riflessione del segretario provinciale del Pd, Federico Broggi, dopo la netta sconfitta di Barbara Minghetti al ballottaggio contro Alessandro Rapinese. E sebbene il risultato specifico in città del Partito Democratico sia stato decisamente buono con il 20%, non è bastato a trainare la candidata oltre l’ultimo ostacolo.
“Prima di tutto desidero ringraziare Barbara Minghetti per il lungo e straordinario lavoro fatto in questi 6 mesi, ha saputo costruire una squadra, un programma ambizioso, che voleva dare una prospettiva futura a Como, e uno stile diverso da chi vive la politica come scontro – dice Broggi – Ho conosciuto e apprezzato una persona fantastica, cui, oltre a un ringraziamento, va infinita stima”.
“Con Barbara proseguiremo con impegno il lavoro di questi mesi, portando avanti il nostro progetto in Consiglio comunale, ma ben consci di aver trovato in lei una guida solida con cui costruire e far crescere il gruppo di tantissime persone che a lei hanno dato fiducia – prosegue il segretario provinciale del Pd – Il centrosinistra nella sua storia mai era arrivato al 40% al primo turno e ciò lo si deve a una coalizione che ha saputo parlare a mondi diversi e intercettare le esigenze di molti, di questo non dobbiamo scordarci. Ma è mancato l’ultimo scatto, quello che ci avrebbe portato alla vittoria. Ci sarà tempo per tutte le analisi di questo mondo, che alcuni hanno già iniziato”.
“Un altro ringraziamento va a tutto il gruppo del Partito Democratico di Como per l’entusiasmo e l’energia che ci ha messo. Tanti volti nuovi hanno accettato questa sfida con grinta e hanno contribuito all’ottimo risultato della lista – prosegue Broggi – Grazie a Tommaso Legnani e ai nostri nuovi consiglieri eletti: Patrizia Lissi, Stefano Fanetti, Gabriele Guarisco e Stefano Legnani. Con loro inizia subito il lavoro che ci condurrà al 2027”.
Poi il passaggio finale rivolto al nuovo sindaco di Como: “Alessandro Rapinese ha vinto queste elezioni e dopo 13 anni dall’altra parte ora dovrà metterci la faccia al governo della città, confermando o smentendo le grandi aspettative che ha mosso nella maggioranza dei comaschi. Io, nonostante la logica della contrapposizione porterebbe a dire l’opposto, mi auguro faccia un buon lavoro, perché Como ha bisogno di rimettersi in piedi e di farlo rapidamente, chiunque sia il suo Sindaco. In bocca al lupo”.