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Flop giardini a lago, Galli setaccia gli uffici: “Ci saranno un nome e un cognome. Basta silenzio, chi sbaglia paga”

E’ proprio vero che a volte per lanciare un messaggio anche durissimo non è necessario alzare la voce o fare chissà quale baraonda. E’ il caso, ad esempio, dell’assessore al Verde Marco Galli, che ieri sera – con tono calmissimo – in consiglio comunale ha (verbalmente) scagliato una potente cannonata contro uno dei più classici totem delle amministrazioni pubbliche, soprattutto in caso di errori, sbagli, omissioni: la generica e misteriosa formula “gli uffici”.

Anzi, di più: Galli ha promesso – anzi letteralmente ha “garantito” – che darà un nome e un cognome al generico “gli uffici” per la vicenda dolorosa dei giardini a lago.

 

L’antefatto è noto: il progetto ereditato dalla giunta Lucini (intervento da 1,5 milioni di cui 380mila euro garantiti dalla Regione ma ora persi in grandissima parte per i ritardi sull’iter) in due anni ha fatto pochissimi passi in avanti.

Tra modifiche, perplessità, interventi della Soprintendenza e altri “misteriosi” intoppi, siamo ancora – con 380mila euro milanesi di meno, dunque da rimpiazzare con fondi comunali – alla revisione del progetto, alla scoperta delle lacune, alla sistemazione delle magagne emerse con grande lentezza nel corso dei mesi.

Una palude più che un polemone verde, insomma, da cui però ieri Galli ha deciso di venire fuori a forza, stimolato anche dalla richiesta del consigliere di Fratelli d’Italia Matteo Ferretti.

Quest’ultimo – in realtà tendendo la mano all’assessore e promettendo collaborazione leale – ha però chiesto conto di questo passo di lumaca sui giardini a lago e ha definito “inqualificabile la perdita dei fondi regionali” per i ritardi.

“Non sono per niente orgoglioso di quello che è successo e di come sono andate le cose – ha risposto Galli – Sono indignato come voi. Posso però rassicurare sul fatto che al progetto non rinunciamo, grazie anche al sindaco che si è espresso chiaramente. Si cambierà traiettoria, stiamo sviscerando ogni problematica, non vogliamo incappare in ulteriori ritardi. E’ vero che abbiamo perso gran parte dei 380mila euro regionali e non è giusto. Ma il progetto proseguirà sulle basi di quello vincitore della gara. Abbiamo sempre creduto a questa opportunità e continuiamo a farlo”.

Poi ecco il cannone puntato sul dogma: “gli (anonomi) uffici”.
“Dovrei scusarmi, ma faccio un po’ fatica perché non mi sento così responsabile – ha affermato l’assessore – Vi posso garantire una cosa, però. Quando succede qualcosa all’interno dell’amministrazione comunale, si usa stranamente dire che è colpa degli uffici. Bene, io credo che gli uffici abbiano un nome e un cognome e il silenzio rispetto a chi sbaglia non è una cosa che ci fa molto onore”.

“Adesso non punto il dito contro nessuno – ha minacciosamente concluso Galli – ma vi garantisco che il giorno in cui ci sarà un nome e un cognome, gli uffici da quel momento avranno un nome un cognome, perché chi sbaglia è giusto che venga richiamato o ben individuato”.

Insomma, l’assessore – per il quale il Pd ha chiesto le dimissioni – non ci sta a portare da solo la croce per la vicenda dei giardini a lago. E, nei corridoi di Palazzo Cernezzi, non sembra intenzionato a transitare soltanto per fare prigionieri.

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