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Forza Italia, Cenetiempo: “Noi calpestati, al sindaco tocca fare un passo. Io posso lasciare”. Spettro voto anticipato

“Io sono pronto anche a farmi da parte, a lasciare Forza Italia e andare nel gruppo misto. Non c’è problema: ma la dignità del partito, dei nostri sforzi per riallacciare un dialogo con il sindaco, dei giovani consiglieri bravissimi che sono stati eletti deve essere restituita”.

Troll o verità (qui l’articolo di riferimento), non sono passati inosservati quei – pur sospettissimi – commenti arrivati a ComoZero e specialmente sull’articolo in cui il forzista Davide Gervasoni, depositando una mozione pesantissima contro sindaco e assessore Butti sulla vicenda Ticosa, chiedeva addirittura un referendum popolare sul destino dell’area.

In molti, pur con il forte dubbio che si tratti di un’operazione telecomandata e non del tutto genuina, hanno attaccato gli azzurri e il loro posizionamento in trincea degli ultimi mesi. E nel mirino è finito soprattutto il capogruppo Enrico Cenetiempo. Che ora risponde.

“Sospetti su quella serie di commenti? Certo, ne ho. Ma non voglio entrare in cose di questo genere – premette – piuttosto mi preme ribadire una cosa: Forza Italia non sta giocando allo sfascio. Forza Italia sta chiedendo di rispettare il programma elettorale, sta cercando di non far schiantare la giunta e sta cercando di avere un confronto con il sindaco. Questo stiamo facendo, niente altro. E a chi dice che siamo attaccati alla poltrone rispondo: per che cosa? Duecento euro al mese? Potrei capire questo discorso per un assessore, che ne prende 1.400, ma per noi che in giunta non ci siamo è ridicolo”.

Giunta Landriscina

Alla fine dei conti, però, in aula da mesi si ripete la stessa scena: maggioranza Lega-FdI-Insieme da una parte, azzurri dall’altra. Non di rado con l’opposizione.

“Beh – butta là con una battuta Cenetiempo riferendosi all’intesa sul Regolamento di polizia urbana – ora comunque in maggioranza c’è Rapinese, evidentemente possono fare a meno di noi”.

Poi, però, il tema torna sul vero punto: esiste ancora la coalizione che ha sostenuto Mario Landriscina nel 2017? “Sulla carta sì, dire che noi siamo in opposizione non è vero. Detto questo – prosegue il capogruppo di Forza Italia – quando da mesi non riesci a parlare con il sindaco, quando hai la sensazione di essere volutamente emarginato da qualunque decisione o scelta, quando non arriva un solo cenno per chiarire le cose è chiaro che poi tutto si complica”.

“A chi spetta tendere la mano? Al sindaco, non certo a noi. Ma in tanti mesi, nonostante qualche promessa mai mantenuta, non è mai accaduto. Basterebbe che dicesse: troviamoci a un tavolo con tutti i segretari politici, facciamo il punto, vediamo da dove e come ripartire assieme. Risultato? Finora zero”.

Uno dei bocconi più amari da digerire, secondo il capogruppo forzista, è stata la gestione del progetto Ticosa avanzata da Butti e Landriscina alla sede di Ance: “Un pacchetto già bello che delineato, fatto e finito: prendere o lasciare, per cui il nostro ruolo sarebbe soltanto quello di battere le mani e dire sì. No, così non se ne parla: è una questione di metodo prima di tutto”.

“E poi guarda caso in quegli stessi giorni venne fuori la questione della scuola di via Perti, con l’idea di mettere sul mercato l’area del Comune più recente, che però prima dovrebbe essere svuotato da personale e uffici altrimenti nemmeno lo puoi fare perché parliamo di patrimonio tecnicamente definito indisponibile. E intanto hai 34 milioni non spesi in cassa, che però potrebbero venire buoni. Ecco, questo è un metodo che non accetteremo mai”.

Su quanto possa proseguire questo mini-Vietnam, però, il capogruppo forzista è più vago.

“E’ chiaro a tutti che così non si può andare avanti, lo so benissimo io per primo – dice Cenetiempo – Ora arrivano delibere pesanti su bilancio, Regolamento del suolo pubblico, Villa Erba: quello sarà un grande banco di prova. Abbiamo idee e proposte: se saranno cestinate o ignorate come sempre, finirà male. Ma non per ripicca, bensì perché non possiamo sempre essere calpestati da due o tre che decidono per tutti. Se le cose non cambiano, io per primo mi farò da parte. E poi a settembre immagino che si valuterà se questa esperienza può proseguire, almeno per noi, oppure no”.

Elezioni in autunno? “Non si può dire adesso. Non minacciano nessuno. Di sicuro, luglio sarà un mese importantte, forse decisivo, per capire cosa potrà accadere da settembre”.

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