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Politica

Como città, rivoluzione Forza Italia targata Dc: timone a Daniele Maggi, ruoli per Cenetiempo e Amelia Locatelli

E’ proprio vero che i democristiani non muoiono (politicamente) mai. Dall’altissimo (Sergio Mattarella), all’alto (Enrico Letta) al medio-alto (Dario Franceschini nel Pd), fino al basso (in senso puramente tecnico, e siamo a Como), la vecchia scuola Dc sembra più gagliarda che mai nonostante la Balena Bianca si sia inabissata ormai da vent’anni.

E se nel centrosinistra c’è ancora un vecchio volpone che detta legge tra i Dem, leggi Luca Gaffuri,  ma soprattutto domina ancora la figura dell’avvocato Giuseppe Guzzetti, ora anche nel centrodestra ci si ri-affida ai nipotini dello scudocrociato. E’ il caso di Forza Italia che, per le elezioni a Como, ha rivisto piuttosto radicalmente il proprio organigramma cittadino. In una riunione avvenuta sabato scorso, infatti, pare che il coordinatore provinciale Mauro Caprani abbia battezzato una minirivoluzione che vede ben due ex Dc su tre prendere il timone. Anzi, i timoni.

Le indiscrezioni – fondatissime – sembrano vedere Daniele Maggi, ex sindaco di Carate Urio oggi in minoranza nel paese ma fresco eletto in consiglio provinciale, un lunghissimo curriculum sulla scena centrista comasca sotto varie sigle, democristiano purissimo, salire sulla tolda di comando della corsa per Palazzo Cernezzi.

Caprani, che avrà comunque sempre in mano la bussoila generale di Forza Italia, si occuperà decisamente di più del territorio rispetto al capoluogo, pur senza abdicare minimamente. E magari sarà sulla turbolenta Erba, nello specifico, che il sindaco di Barni potrà concentrare attenzioni e strategie.

Tornando a Como città, un altro ex Dc, ovvero l’attuale capogruppo in consiglio comunale Enrico Cenetiempo, sarà un po’ il plenipotenziario per tutto quanto accade all’interno del palazzo, tra aula e giunta. Un raccordo tra istituzione e partito, insomma.

Poi, un grande ritorno sulla scena attiva: quello dell’ex assessore Amelia Locatelli, primaria all’ospedale Sant’Anna.

Dopo il forzato addio dell’autunno 2018, vittima incolpevole dell’uscita temporanea dall’esecutivo Landriscina di tutto il drappello forzista, a lei sarà affidata una sorta di regia per quanto riguarda la selezione e l’individuazione di candidati e candidabili nella lista azzurra.

5 Commenti

  1. Che a Como si riesca a dare attualità, smalto e sostanza al “compromesso storico”?
    Improbabile, quasi una rivoluzione rispetto all’imperante bipartitismo forcaiolo praticato dalla politica becera; ma, almeno localmente, sarebbe possibile (e forse augurabile visto l’orizzonte…)

  2. Devono aver capito che un conto è gestire le public relations a Barzi, un conto è gestirle a Como. È una mossa saggia spostare l’elefante dalla cristalleria a spazi a lui più congeniali. Tuttavia, anche l’esperienza di questi ex-democristiani sarà messa a dura prova. Da un lato una coalizione di centrodestra che a livello nazionale si è ormai liquefatta come “neve al sole” e a livello locale ha raggiunto i minimi storici nei rapporti con Lega e soprattutto con Fratelli d’Italia. Dall’altro lato, le liste centriste, Svolta Civica e Agenda 2030, si sono unite a Verdi, PD e forse perfino Como Comune in una coalizione di centrosinistra. Gli spazi di manovra sono stretti e la scelta è tra il meglio soli o piuttosto che soli meglio male accompagnati. Anche se sanno muoversi, è difficile muoversi se spazio non c’è. ?

  3. quando il nuovo non avanza o peggio ancora è analfabeta dal punto di vista politico mi sembra giusto affidarsi all’usato sicuro, almeno è gente che sa cosa vuol dire far politica!

  4. Ancora i soliti democristiani, insomma. Cambiano simbolo, cambiano nome, ma sono sempre loro…

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