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Politica

La repubblica autonoma renziana, lo sprezzo di Celeste Grossi per i “tavolinetti senza sinistra”

Da un lato un’esclusione, dall’altro (forse) un’autoesclusione. Fatto sta che la galassia che generalmente definiamo con l’espressione di “centrosinistra a Como” non pare poi così compatta, dietro i grandi movimenti di questi giorni.

Facile fare i nomi: i renziani di Italia Viva e, al capo estremo dell’arcobaleno, il cosmo rosso di ciò che fu la lista “La Prossima Como” nel 2017, che oggi peraltro include figure come l’ex consigliera Celeste Grossi e l’Abbondino d’Oro Luigino Nessi,  già compagni d’avventura in maggioranza con la giunta Lucini (che però demolirono in buona parte da dentro, sul finale). Semplificando all’estremo, verrebbe quasi da dire che nel mondo dell’opposizione all’attuale governo cittadino di centrodestra, sia in corso una tosatura degli “estremi”, da un lato verso destra (i renziani, foto di copertina) e dall’altro verso sinistra (il tandem appena citato, in foto qui sotto).

Per quanto riguarda Italia Viva, nei confronti della creatura gemmata dal Fiorentino non risultano tracce né fisiche né di convocazione ai cosiddetti “conclavi del venerdì” a Palazzo Cernezzi, dove pure si sono sedute moltissime altre sigle (dal Pd a Svolta Civica, da Leu a Civitas alle Sardine ecc). Anzi, c’è un gustoso dettaglio in più. Questa settimana, di giovedì, i renziani comaschi si sono riuniti autonomamente al Bar il Molo di Como, in totale autonomia (una trentina i partecipanti).

Como, conclave di centrosinistra per il 2022: da Calenda alle Sardine (con suggestione Battarino)

L’idea era iniziare – come stanno facendo un po’ tutti – a porre le basi per guardare alle elezioni 2022. Nulla di che, solo che poi vien fuori la catena di riunioni del resto del centrosinistra che almeno finora pare aver intenzionalmente escluso Italia Viva da ogni appuntamento. E dunque, ecco la conclusione renziana: “Non ci vogliono? Faremo da soli. O con altri, guardandoci attorno nel vasto mondo moderato, progressista e liberale in fermento in città. Diktat dal mondo rosso di Como di sicuro non ne prendiamo”.

Curiosa, questa posizione. Perché è esattamente la stessa, all’inverso, che gli altri grandi esclusi dai “conclavi” – leggi Grossi, Nessi ecc – pensano dei renziani, visti quasi come il Male Assoluto, politicamente. E infatti, ecco servito il bicchierino di cianuro da parte di Celeste Grossi, figurativamente ai renziani ma ancor più rivolto protagonisti delle riunioni del venerdì: “A Como sono in corso manovre di palazzo. Non so perché vengano definite di centro-sinistra. La sinistra, che pure esiste in città, a quei tavolinetti non c’è”.

Insomma, nella migliore delle tradizioni possibili, il centrosinistra (o almeno l’ipotesi di centrosinistra comasco) parte tra le divisioni, nella corsa al voto comunale.

3 Commenti

  1. Cara Celeste, lei è troppo a sinistra e troppo radicata in idee “di regime”, nel senso che se non sono le sue non vanno bene.
    Senza modernità senza dare ragione anche agli altri non andrà da nessuna parte.
    Poi certe idee, usando un termine alla mughini, le aborro

  2. C’è da sorridere all’idea che per chi è all’estrema sinistra non si è mai abbastanza di sinistra per poter parlare. Quando perdono le elezioni, cioè sempre, accusano chi perde con loro di non essere stati abbastanza di sinistra. Ma poi cosa intendono per essere “abbastanza di sinistra”? Probabilmente pensarla come loro senza alternative. L’unica cosa che sopravvive della vecchia sinistra è l’”infantilismo” della sinistra espressione usata dai testi sacri per chi non sia abbastanza di sinistra per saperlo. 😊
    Per questo se dovessi pensare a una coalizione di centrosinistra non penserei a loro ma a quelli di Italia Viva che se non altro sembra che stiano studiando i programmi prima di proporre o valutare alleanze. Questa volta un punto a favore a loro rispetto a quelli di Azione che si sono presentati all’appuntamento “con quelli che contano” per fare amicizia senza sapere neppure con chi.

  3. Classico atteggiamento di chi pensa di essere l’unica titolata a distribuire patenti e poter decidere chi sia di sinistra o meno.

    Cara Celeste, se ne faccia una ragione: ci sono altre persone che si reputano di sinistra anche se non la invitano. Posso capire ci sia rimasta male e lamenti di non essere stata invitata, ma succede.

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