Più che un classico discorso da politico d’opposizione, quello pronunciato lunedì sera in consiglio comunale dal capogruppo di Forza Italia, Giordano Molteni, è stato uno sfogo personale denso di amarezza e delusione per il clima e i toni che troppo spesso si vivono e si ascoltano nella massima assemblea cittadina. Eppure, per uno scherzo del destino, proprio mentre il consigliere pronunciava quelle parole con toni civilissimi ma senza nascondere lo sconforto e il dispiacere per l’atmosfera tutt’altro che istituzionale che non di rado si respira in aula, il sindaco Alessandro Rapinese e il presidente del consiglio comunale Fulvio Anzaldo non si sono negati qualche sorrisino tra loro, una penna e un foglio penna lanciati rispettivamente sul banco della giunta e qualche chiacchierata.
Solo che, rimasto inavvertitamente aperto il microfono di Anzaldo, anche la telecamera dell’aula è si è bloccata su di lui e su Rapinese, creando una infelice sovrapposizione tra l’audio amaro del discorso di Molteni e il gesticolare e il sorridere del duo dall’altra.
Eppure, esattamente mentre il sindaco e il presidente del consiglio comunale parlottavano, erano state davvero dure le parole dell’esponente di Forza Italia: “Molte volte partecipare a questo consiglio è deprimente – aveva detto tra le altre cose Molteni – Non lo so se è ridicolo quello che sto dicendo, presidente. Vedo che lei sorride…Dovremmo tutti lavorare per questa città, dovremmo portare rispetto per Como e ognuno per l’altro. Io questa sera mi sto un po’ vergognando e credo che alla fine molti di noi si troveranno a vergognarsi. Una cosa non è stata fatta finora e non sarà fatta nei prossimi 3 anni: portare rispetto e non essere così irridenti e sbeffeggiare. Servirebbe autocontrollo, non toni irriverenti. La dignità ci dovrebbe appartenere, soprattutto quando rappresentiamo la nostra città”.