Durissima accusa del sindaco di Como Alessandro Rapinese al personale della scuola Corridoni che, a suo dire, avrebbe nascosto il “crollo di un cartongesso” il giorno dopo il verdetto del Consiglio di Stato.
“Sapete cos’è successo alla Corridoni il giorno dopo il Consiglio di Stato? – ha detto il sindaco di consiglio comunale – E’ crollato un controsoffitto ma magicamente non è uscito niente, non è mai esistito”.
E ancora: “Alla domanda se fosse crollato qualcosa, il personale della scuola ha detto no. L’abbiamo saputo dalla ristorazione…”.
Sempre sulla Corridoni, prima del sindaco era intervenuta la consigliera comunale di Forza Italia Paola Ceriello: “Il sindaco parla della tristezza di avere otto bambini per classe. Condivido il principio, ma questo non è affatto il caso della Corridoni. Nonostante il periodo di crisi e l’incertezza sul futuro, il plesso ha registrato quest’anno oltre 201 iscritti distribuiti su 11 classi, con una media di circa 18 alunni per classe. I numeri smentiscono la narrativa del declino”.
Poi Ceriello ha chiesto lumi rispetto a quanto votato dalla maggioranza nel consiglio del 1° ottobre 2025: “In quella sede, la dichiarazione di voto della maggioranza, espressa dal consigliere Gianfranco Rossetti, giustificava la chiusura dicendo che i bambini sarebbero stati spostati alla Foscolo, una scuola a meno di 300 metri con parco secolare, piscina e strutture d’eccellenza. Non si era mai parlato di trasferire gli alunni in via Fiume”.
Da qui la provocazione del consigliere azzurro all’aula: “Se l’alternativa fosse stata nota fin dall’inizio, i consiglieri di maggioranza avrebbero approvato comunque la scelta? Spostare una scuola a 4 chilometri di distanza, dall’altra parte di una città già pesantemente congestionata dal traffico come Como, significa mettere in ginocchio le famiglie. Ricordo inoltre che, quando si valutava di chiudere via Perti, la Corridoni era stata identificata come l’alternativa più sicura. Chiedo quindi al Sindaco e all’aula: qual è il vero interesse pubblico nel chiudere proprio la Corridoni, e perché farlo così velocemente?”.
Sul punto, Rapinese ha replicato dicendo che “troppe volte è stato millantato un presunto interesse diverso dal pubblico sulla vicenda ma l’unico obiettivo è togliere le auto dalla fascia lago: viale Puecher, viale Vittorio Veneto, via Masia. Lì vogliamo togliere le macchine e infilarle in un grande cubo al posto della scuola Corridoni. Dunque l’unico interesse pubblico è togliere le auto che oggi, anche per questioni anche legate allo stadio, ogni tre per due vanno spostate L’autosilo e l’eliminazione delle auto in sosta consentirebbe anche di non chiudere la zona (durante le partite, ndr). Non c’è alcun interesse sottobanco con il Calcio Como”.
