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Politica

Landriscina e alleati finalmente al tavolo. Quella ‘riunioncina veloce’ tra bocche (per ora) cucite e silenzio sulle elezioni

Mah. Sarà vero?

Il vertice tra il sindaco di Como e i segretari-commissari dei partiti alleati (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Civica Insieme) dopo un paio di rinvii (l’ultimo, pare, per un Mario Landriscina  scocciato dalle anticipazioni di stampa) oggi finalmente c’è stato.

Sul piatto avrebbero dovuto esserci temi pesantucci come le elezioni 2022, l’eventuale bis dell’attuale primo cittadino, la provocazione del coordinatore azzurro Mauro Caprani che qualche settimana fa, da queste pagine, ha lanciato il suo leader, Alessandro Fermi, quale papabile candidato del centrodestra, i rapporti tra alleati, l’ultimo anno di programma.

L’atomica Forza Italia, Caprani candida Alessandro Fermi sindaco di Como: “Per me è l’uomo ideale”

Tanta roba, insomma.

Eppure i sussurri di Palazzo parlano di “riunioncina veloce”, “molto tecnica”, di “alcuni temi dibattuti ma non si è parlato di futuro”, di un rompete le righe piuttosto rapido per impegni di alcuni.

Sarà pure che giornalisticamente si tende a elevare ogni incontro a redde rationem, a momento epocale, a super-vertice. Ok, ma dall’iperbole di un titolo a una specie di riunione di condominio svogliata ce ne passa.

Insomma, stando alle prime ricostruzioni i temi caldi sarebbero stati rinviati.

Si parla di una notarella a firma Landriscina in arrivo, nel caso aggiorneremo.

Un commento

  1. Questo approccio carbonaro riempie di curiosità. Non per quello che si dicono che è prevedibile, quanto per gli sguardi sospettosi, per i messaggi non verbali, per i segnali di prossimi tradimenti e di coltellate dietro la schiena. Chissà se si ripresenterà il nostro “buon” Sindaco o se la coalizione di centrodestra troverà un candidato diverso. Quello su cui non si possono avere dubbi è che dopo quattro anni di scippi di consiglieri, di entrate e uscite dalla maggioranza, di voti contrapposti su temi caldi (vedi Dormitorio), di critiche incrociate agli assessori dei partiti alleati, sarebbe opportuno che i partiti di centrodestra si presentassero da soli o in altre coalizioni. Il problema non è la scelta del Sindaco, i problemi sono la credibilità di tutti quelli che hanno governato fino a ora e l’affidabilità dei partiti che dopo aver disatteso le promesse elettorali fatte nel 2017 si accusano reciprocamente del fallimento.

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