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“Maranza e risse in centro ma Como si concentra su parcheggi scaduti da un minuto. E Lissi ha ragione”

L’ennesimo sabato sera ad altissima tensione tra via Garibaldi e la zona di piazza Volta continua a tenere banco nel dibattito politico. Tanto che a chiedere maggiore sicurezza per la zona e soprattutto per i residenti esasperati, arrivano messaggi parallelli anche da ‘fonti’ in teoria inconciliabili su qualsiasi cosa. Esempio ne è la lettera inviata alla redazione da Marco Dalle, Segretario regionale per la Lombardia della Fiamma Tricolore, che condivide anche parte della riflessione (pubblicata qui) della capogruppo del Pd in consiglio comunale a Como, Patrizia Lissi.
Di seguito il testo completo.

Como svegliati: la sicurezza non può essere ricordata solo quando arrivano le elezioni

La questione dei cosiddetti “maranza” non è esplosa in queste ultime sere a Como. Chi oggi si indigna e promette interventi sembra essersi accorto improvvisamente di un problema che cittadini, commercianti e residenti denunciano ormai da anni.

La realtà è che per troppo tempo la politica ha scelto di voltarsi dall’altra parte. Ora, guarda caso, con l’avvicinarsi delle elezioni comunali, il tema della sicurezza torna improvvisamente al centro del dibattito. Ma i cittadini non hanno la memoria corta e non possono essere trattati come elettori da convincere ogni cinque anni con promesse dell’ultimo momento.

Como non ha bisogno di passerelle o dichiarazioni di circostanza: ha bisogno di risposte.

Mentre il dibattito politico si concentra spesso su stadio, tavolini all’aperto e altri temi amministrativi, intere zone della città raccontano una realtà diversa, fatta di paura, degrado e cittadini che si sentono sempre più abbandonati.

Chi governa una città deve avere il coraggio di guardare anche ciò che è scomodo. Non basta dire ai cittadini di non avere paura o di non generalizzare: la paura nasce da episodi concreti, da aggressioni, risse, danneggiamenti e situazioni di degrado che non possono essere minimizzate.

Quanto accaduto in piazza Volta non è un fulmine a ciel sereno. È soltanto l’ennesimo episodio di una situazione che molti cittadini conoscono bene e che in alcuni quartieri, come San Rocco, viene denunciata da tempo.

Una città non può limitarsi a controllare che il parchimetro sia scaduto di un minuto mentre il cittadino teme di trovare l’auto danneggiata, di subire un furto o di trovarsi coinvolto in episodi di violenza.

La sicurezza non è una percezione: è una responsabilità precisa di chi amministra.

La politica del buonismo fine a sé stesso ha fallito. Difendere l’integrazione non significa chiudere gli occhi davanti a chi delinque. Chi vive a Como, italiano o straniero che sia, ha diritto a sicurezza e rispetto delle regole. Ma chi arriva in una comunità e sceglie la strada della violenza deve sapere che lo Stato e le istituzioni non possono essere deboli.

Servono interventi concreti, controlli costanti, pene certe e una linea chiara: la città appartiene ai cittadini onesti, non a chi la trasforma in un luogo di paura.

Come Fiamma Tricolore chiediamo che Como torni ad essere una città vissuta, sicura e orgogliosa di sé stessa. Una città dove giovani e famiglie possano uscire la sera senza dover valutare prima i rischi.

Allo stesso tempo raccogliamo anche la riflessione della capogruppo del Partito Democratico Patrizia Lissi sulla necessità di una vera politica giovanile. Ed è proprio questo il punto: Como oggi è una città spenta, dove mancano luoghi di aggregazione, eventi e spazi dedicati ai ragazzi.

Riportare i giovani nelle strade, creare una città viva e partecipata significa anche togliere terreno a chi cerca di imporre il proprio controllo attraverso il caos e la violenza.

Ma per farlo serve una politica che smetta di rincorrere i problemi quando diventano emergenze mediatiche e inizi finalmente ad affrontarli prima.

I cittadini non chiedono miracoli. Chiedono semplicemente una cosa: poter vivere la propria città senza paura.

Marco Dalle
Segretario regionale Lombardia – Fiamma Tricolore

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