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Politica

Quattro candidati sindaco, l’associazione e tante voci: ecco idee e proposte per Borgovico Vecchia

Residenti e commercianti preoccupati per il futuro della piccola “Brera” comasca, ospiti autorevoli e, non troppo a sorpresa, alcuni candidati sindaco mescolati tra il pubblico, si sono dati appuntamento stamattina per l’assemblea cittadina dal titolo “Borgovico: quale futuro?” organizzata dall’associazione Borgovico Street.

Partiamo dal fondo, ovvero da ciò che potrebbe concretamente cambiare le sorti di questa via, ovvero le idee dei candidati sindaco presenti.

Per un Roberto Adduci intento a prendere appunti preferendo, però, restare nell’ombra, e al netto di Barbara Minghetti assente giustificata perché impegnata altrove a presentare il suo progetto urbanistico, hanno preso il microfono Alessandro Rapinese, Adria Bartolich, Giordano Molteni e Fabio Aleotti.

E qual è la loro idea di futuro per via Borgovico?

Alessandro Rapinese

“Capisco i disagi per residenti ed esercenti e immagino che la mancanza di prospettiva possa creare ansia immaginando un altro cantiere senza fine ma i lavori attualmente in corso miglioreranno la via dal punto di vista tecnico e bisogna avere pazienza anche perché chi segue il cantiere è un professionista di grande valore – ha detto – per quanto riguarda il mio programma, credo che la cosa importante sia non fare i fenomeni e procedere per gradi altrimenti si rischia di fare disastri come quello di piazza Roma. L’idea è quindi quella di una Ztl nelle ore serali, che permetta anche di sfruttare la via per le attività di ristorazione, e poi parcheggi blu di giorno e riservati ai residenti durante la notte. E poi tra cinque anni il prossimo sindaco tirerà le somme e, se lo riterrà, concluderà l’operazione”.

Adria Bartolich

“Ho già avuto modo di incontrare i residenti e ho trovato diversi punti di vista tra chi la vorrebbe chiusa e chi teme che, togliendo le auto, le attività commerciali ne risentirebbero – è stato il suo commento – la mia proposta è quella di iniziare con sperimentazioni graduali chiudendo nei fine settimana per capirne l’effetto anche sulla viabilità cittadina per poi, se ci saranno le condizioni, arrivare alla chiusura totale al traffico”.

Giordano Molteni

“Oggi sono qui per conoscere in prima persona le esigenze della via per poi trovare le soluzioni più giuste – ha detto – sicuramente occorre ragionare su come far arrivare i turisti tenendo però in considerazione le esigenze di chi vive qui. Probabilmente la soluzione migliore potrebbe non essere la chiusura totale al traffico, ma dei vincoli sulla velocità, oltre che iniziative di richiamo che possano rivitalizzare il quartiere”.

Fabio Aleotti

“Sicuramente il bello chiama il bello ma occorre avere una visione generale perché l’urbanistica non si fa in un mandato ma avendo chiaro un progetto da qui al 2050 – è stato il suo pensiero – sicuramente per noi è importante il coinvolgimento della comunità, perché solo chi vive i luoghi ne conosce le priorità, e per questo pensiamo a un bilancio partecipato in cui ogni assemblea di zona possa disporre di risorse da destinare ai singoli quartieri”.

Lo stato dell’arte

A fare il punto della situazione su lavori e progetti sul tavolo dell’Amministrazione ci ha pensato l’ingegner Ciro Di Bartolo, dirigente de settori Reti, strade, e acque e Mobilità del Comune di Como.

“Per quanto riguarda via Borgovico abbiamo stimato i costi totali della riqualificazione in circa 2 milioni di euro tra pavimentazione (in pietra e non in porfido, per esigenze di manutenzione Ndr), illuminazione pubblica, arredi e impianto di irrigazione per il verde e, considerato l’avanzo di bilancio e le risorse date dal Pnrr i fondi non sono un problema – ha spiegato – i lavori attualmente in corso finiranno entro l’autunno e prevedono anche la richiesta di messa a norma degli scarichi da parte di privati ancora non allacciati alle fogne”.

E per disegnare, letteralmente, il futuro della via è in arrivo un concorso di progettazione: “Entro fine anno vogliamo chiudere il bando e poi vorremmo sottoporre gli esiti alla cittadinanza, oltre che a una giuria qualificata – ha detto – nel frattempo stiamo lavorando alle zone limitrofe con uno stanziamento di 800 mila euro per gli impianti semaforici della tangenziale e a breve inizieranno i lavori del primo lotto della ciclabile dallo stadio a via Venini, oltre alla realizzazione di 400 nuovi posti auto nella zona della stazione San Giovanni”.

Nell’attesa, accanto alla preoccupazione per lo stato attuale di via Borgovico, le idee dell’associazione e degli ospiti presenti all’appuntamento di stamattina sono chiare: valorizzare il passato e il presente della via senza offrire soluzioni preconfezionate alla prossima amministrazione ma aprendosi al dialogo con tutti.

“Via Borgovico è un ‘brand’ che unisce passione, storia e identità ed è gravissimo che siano stati iniziati dei lavori come quelli in corso senza avere né un progetto né uno stanziamento di fondi per riqualificare la via. Visto quello che succede in altre zone della città, non vorremmo che anche via Borgovico diventasse un altro cantiere non concluso”, sono state le parole di Ester Negretti, presidente dell’associazione, riferendosi al cantiere per alcuni interventi di sistemazione dell’acquedotto attualmente in corso.

“La città deve andare avanti facendo però attenzione al passato – sono state le parole di Daniele Roncoroni, presidente della Famiglia Comasca – questa via deve essere preservata non solo come luogo di passaggio ma anche attraverso la vita di comunità, i piccoli negozi e la sua bellezza”.

“Ogni iniziativa andrà necessariamente inserita in un discorso più ampio sulla viabilità cittadina a partire dal progetto della variante di Borgovico che attende di essere realizzata dal 1934 e che, prima o poi, la città dovrà avere il coraggio di affrontare – ha sottolineato Michele Pierpaoli, ex presidente dell’Ordine degli Architetti di Como e attualmente consigliere dell’Ordine Nazionale – questa via è un esempio di ricchezza di funzioni e rappresenta un modello che va perseguito ma ora ha bisogno di fare un passo in avanti con un progetto che deve patire dalla conoscenza dei luoghi e che rappresenti un’occasione partecipativa per i cittadini”.

“Chi governa deve tenere conto delle esigenze dei residenti ma anche dei commercianti perché se un’attività chiude ne risente la vitalità del quartiere – è stato il commento di Claudio Casartelli, presidente di Confesercenti Como – o si vince o si perde tutti”.

Più pragmatico Luca Levrini, presidente di Fondazione Volta, che ha elencato alcuni punti a suo avviso fondamentali da cui partire per una rigenerazione della via.

“Per prima cosa bisogna pensare a un ponte, in senso figurato, un attraversamento sicuro, verde, che si distingua dagli altri e che unisca via Borgovico con il centro. Poi è fondamentale sviluppare servizi di accoglienza per i turisti come un infopoint culturale, bisogna agevolare il commercio di prossimità – sono state le sue parole – infine abolire i marciapiedi a favore di uno spazio condiviso istituendo una zona con limite di velocità 30 all’ora e una pavimentazione in porfido”.

 

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