Scelta di comunicazione come minimo forte quella di Gianni Imperiali, medico molto conosciuto in città, già consigliere comunale con Como Civica nell’amministrazione Lucini 2012-2017, oggi coordinatore di Svolta Civica ma candidato alle Regionali con il Pd. In post della serie appositamente preparata per i social e dal titolo “perché non votare Fontana”, con diretto riferimento al presidente uscente e ricandidato dal centrodestra, l’immagine scelta per evocare il numero uno di Palazzo Lombardia è un’opera d’arte famosissima ma nel contempo decisamente particolare.
Si tratta dell’orinatoio elaborato dall’artista Marcel Duchamp nel 1917, divenuto famosissimo anche se poi mai esposto al pubblico nella versione originale (al Centro Pompidou di Parigi è visibile una replica). Inevitabile l’accostamento tra il cognome del presidente uscente di Regione Lombardia e l’opera d’arte, il cui titolo è per l’appunto “Fontana”.

Oltre all’immagine, Imperiali sotto il già citato titolo “Perché non votare Fontana”, ha anche pubblicato un testo di dure accuse sulla gestione della sanità lombarda da parte del presidente uscente:
Tre telefonate (vere) da tre miei amici, la scorsa settimana
“Ciao Gianni, da una settimana vedo sangue nelle feci; mi hanno prescritto una colonscopia, ma la LISTA D’ATTESA è di nove mesi. Posso aspettare?”
– “Naturalmente no”“Ciao Gianni sono da 6 ore in coda in un PRONTO SOCCORSO e non mi ha ancora visto nessuno. Cosa devo fare?”
– “Naturalmente aspettare”“Ciao Gianni ho la febbre alta; da stamattina cerco di contattare il mio MEDICO DI BASE, ma non ci riesco(so che gli hanno raddoppiato gli assistiti). Cosa devo fare?”.
La risposta “vai in pronto soccorso” crea un surreale circolo viziosoEcco la fotografia dell’efficienza del sistema dopo qualche lustro di sanità formigoniana prima, maroniana dopo, fontanazziana adesso
Domanda a risposta multipla. La responsabilità è:
• dei pazienti
• di medici e infermieri
• del governo della REGIONE e dei direttori nominati dalla regioneLa risposta esatta è la terza. Non votate Fontana (e i suoi assessori)