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Politica

Rincari Como Acqua e Lereti, si inserisce Gaffuri: “E dicevano che i nostri sindaci cercavano visibilità…”

Niente nomi (li mettiamo noi), niente accuse dirette (idem). Però Alberto Gaffuri, coordinatore provinciale di Italia Viva in provincia di Como, pur con toni flautati mette qualche puntino sulle “i” nella vicenda degli aumenti delle bollette dell’acqua tra capoluogo e territorio.

Lo spunto viene dall’antefatto alla giornata di oggi, di qualche settimana fa: ovvero l’aumento delle tariffe (invero piuttosto limitato) di Como Acqua, poi approvato.

Ora il tema, sebbene sotto i rintocchi di un’altra campana (LeReti) si ripropone per la città di Como nello specifico, con voto nel pomeriggio in consiglio provinciale e su aumenti decisamente più corposi (circa il 38% nell’arco di un quadriennio).

Nel primo caso, furono tre sindaci renziani (Fabio Chindamo di Bulgarograsso, Ettore Pelucchi di Ponte Lambro e Carlo Ballabio di Albese con Cassano) a eccepire, stroncati da una replica durissima del coordinatore provinciale di Forza Italia, Mauro Caprani.

Como Acqua, oggi il parere sugli aumenti delle tariffe. Tre sindaci: “Noi contrari, ecco perché”

Ora lo spartito si è invertito: poche ore fa la truppa dei quattro consiglieri di Forza Italia a Villa Saporiti, naturalmente in pieno accordo con Caprani, si è scagliata contro il rincaro per il capoluogo.

Como, si vota sui rincari dell’acqua. Il no di Forza Italia: “Più 38% in 4 anni, spropositato”. Sferzate al Pd

E qui si inserisce Alberto Gaffuri.

“Quando qualche settimana fa Italia Viva Como, grazie a tre suoi sindaci, sollevò pubblicamente nel silenzio generale la questione-aumenti, la stessa fu derubricata a mera ricerca di visibilità – rimarca l’ex sindaco di Albese – Ora, per fortuna, ci si accorge che il tema è molto più concreto e riguarda non solo quel famoso 1% (che poi era comunque maggiore se valutato su scala pluriennale), ma percentuali ben più consistenti, specie a Como”.

“Oggi, i nodi vengono al pettine – aggiunge Gaffuri – Che serva una maggior condivisione all’inizio dei processi decisionali, almeno sui temi rilevanti e strategici (come, appunto, l’acqua), a prescindere dalle appartenenze partitiche?”.

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