E’ davvero una guerra stellare, almeno per la Como politica. I due Jedi sono nientemeno che i big veri da queste parti: in ordine di apparizione, il deputato di Fratelli d’italia Alessio Butti e il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni. In mezzo, il destino del centro migranti di via Regina.
A innescare la miccia, una lunga intervista rilasciata da Butti a La Provincia, in cui il parlamentare meloniano stroncava letteralmente la prospettiva della chiusura in tempi rapidi del campo: “Chiudere il centro di via Regina può avere delle conseguenze non positive – aveva dichiarato al quotidiano Butti – Lo dico senza alcuna polemica. Sta arrivando l’inverno, non vedo perché si debbano montare le tende quando a Como esiste già questa struttura, decentrata, gestita bene dalla Croce Rossa, con medici e volontari che vanno ringraziati”.
Seguiva un articolato ragionamento che ribadiva l’opportunità di riconvertire, semmai, il centro di via Regina in luogo di accoglienza per senzatetto (in particolare durante la stagione fredda) e utile a fronteggiare eventuali altri arrivi sul Lario in nome “della dignità dell’uomo”.
Inutile dire che questa posizione del massimo rappresentante della destra comasca non è piaciuta affatto a Molteni, che ha affidato al proprio profilo Facebook una replica al veleno: “FdI ha cambiato idea sul centro per immigrati – ha affermato il sottosegretario e uomo di assoluta fiducia di Matteo Salvini – Il centro di via Regina a Como sarà chiuso: per noi leghisti è un successo e una promessa mantenuta”.
“Sorprende – ha aggiunto Molteni – che i Fratelli d’Italia, che insieme a noi avevano chiesto la dismissione (con tanto di corteo il 30 dicembre 2016), ora si dicano contrari. Noi restiamo coerenti. E passiamo dalle parole ai fatti”. E, a condire il messaggio inequivocabile, anche un articolo tratto dal sito di Etv legato alla presenza in piazza di Fratelli d’Italia l’ultimo giorno dell’anno del 2017.
Il post ha ricevuto decine di like e condivisioni, mandando in visibilio i sostenitori leghisti che hanno preso di mira in generale Fratelli d’italia.
Da cui, ancora tramite Butti (e sempre via social) è arrivata rapida controreplica: “Stupisce che importanti esponenti leghisti si fermino ai titoli o alle figure e non leggano il contenuto degli articoli, prima di dire che Fratelli d’Italia ha cambiato idea su qualcosa, almeno leggete”.
Insomma, una guerra atomica tra alleati (almeno a Como città e in gran parte degli enti locali). Gli effetti che potrà produrre – guardando soprattutto a Palazzo Cernezzi, dove i rapporti tra meloniani e salviniani sono tesi ormai da lungo tempo – sono ancora un rebus.