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Politica

“Direttamente dalla naftalina…” Il pepe di Molinari (FdI) che fa tanto candidato sindaco (ma c’è anche Butti)

Non bastava lo scossone dato in prima persona al partito per ravvivarne lo spirito in vista della campagna elettorale per Como, Erba e altri comuni comaschi (ne abbiamo parlato qui, con tutti i nomi).

Non bastava la giornata che – secondo il totonomi calibrato al minuto – ne vede improvvisamente schizzare le quotazioni in alto, almeno nel borsino interno a Fratelli d’Italia, come candidato sindaco “vero” per il capoluogo, e non soltanto come carta pesante per smuovere le acque del centrodestra (come invece era parso in autunno).

Oggi, evidentemente, il coordinatore provinciale dei meloniani ha deciso che era la sua giornata, almeno a livello mediatico. E mentre dà la scossa al partito quasi ad accenderne il motore per accompagnarlo nella disfida per Palazzo Cernezzi, Molinari butta anche un pochino di benzina sul fuoco che peraltro già arde abbondantemente da giorni nel centrodestra lariano.

Ricordate la pesantissima nota della Lega Nord di due giorni fa, quella in cui il partito di Salvini avvisava a “brutto muso” gli alleati (FdI in primis) di evitare candidature a sindaco “tirate fuori dalla naftalina o dalla rubrica del telefono”?

Como, Lega al dopo Landriscina con avviso agli alleati: “No a nomi tirati fuori dalla naftalina”

Ebbene, oggi – con spirito chiaramente sarcastico (o velenoso, a scelta) – Molinari ha messo assieme due mosse in una. Da un lato, ha affidato a facebook il ricordo di una delle iniziative che promosse ai tempi dell’assessorato alla Mobilità in Comune a Como, ovvero la realizzazione del parcheggio pubblico in via Castelnuovo.

Ma soprattutto, per presentare quella memoria amministrativa, il coordinatore meloniano ha scelto con cura le parole. Cioè suonando un metaforico campanello in casa Lega: “Direttamente dalla naftalina – ha esordito con chiarissimo riferimento alla nota leghista di 48 ore fa – Quando le proposte serie non urlate ma condivise diventano realtà. Era il 2003 e un’area inutilizzata, grazie a un mio progetto, è diventato un parcheggio a prezzi calmierati utilissimo nella zona”.

Insomma: memoria storica, profumo di campagna elettorale e punzecchiatura politica alla Lega, tutto fuso in un colpo solo. E dunque sì, a questo punto i rumors che vedono Molinari ormai in rampa di lancio per l’ufficializzazione della candidatura a sindaco (se soltanto di FdI oppure di tutto il centrodestra, questo si vedrà) ora sembrano davvero forti.

Unica alternativa in “Casa Meloni” potrebbe essere, a oggi, l’attuale assessore all’Urbanistica Marco Butti, ma soltanto in caso di forfait del coordinatore provinciale.

3 Commenti

  1. Interessante. Il suo pezzo da novanta come Assessore alla Mobilità è la trasformazione del parcheggio che una volta era a disposizione dei dipendenti e dei visitatori dell’Ospedale psichiatrico in parcheggio pubblico? Se per diventare Sindaco di un capoluogo di provincia è sufficiente questo, cosa dovrebbe diventare chi ha voluto la metropolitana leggera di Perugia o le tranvie delle Valli bergamasche o la metropolitana di Torino? Ministro delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili? Questa è la dimostrazione che le Amministrazioni di centrodestra, da Botta in poi, hanno combinato proprio poco. Trasformare un parcheggio ad uso esclusivo in un parcheggio a uso pubblico, è considerata un’impresa epica da raccontare ai propri nipoti davanti al camino? Immortalis gloria in agro insanorum!

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