Svolta Civica all’attacco della giunta Rapinese sull’accoglienza dei minori stranieri non accompagni. In particolare, è la denuncia della lista di opposizione in Comune, per il mancato rinnovo dell’accordo con Rebbio Solidale che fa riferimento alla Parrocchia di Rebbio gestita da Don Giusto. Di seguito, la nota diffusa da Svolta Civica.
“Il fenomeno del rintraccio di Minori Stranieri Non Accompagnati sul territorio cittadino, con i conseguenti obblighi di legge, anche confrontato con altre realtà di capoluoghi di provincia, è stato e continua ad essere decisamente importante e di portata anche emergenziale, impegno ingente da parte del settore Politiche Sociali.”
Queste solo le affermazioni presenti all’interno del Bilancio del Comune di Como in approvazione in questi giorni.
La presenza dei MSNA viene definita come “decisamente importante”, “emergenziale”. Bene. A fronte di questa situazione, è notizia di questi giorni che il Comune di Como ha deciso di non rinnovare l’accordo in scadenza il 31/12/2023 con Rebbio Solidale facente capo alla Parrocchia di Rebbio, gestita da Don Giusto, che garantiva la presenza di 8 posti di pronta e prima accoglienza dei Minori.La scelta, sicuramente non condivisibile, apre a molti dubbi.
Per il Comune il fenomeno non è più “importante”, la “portata emergenziale” si è ridotta?
La scelta di non rinnovare la convezione verrà estesa anche alle altre realtà che avevano sottoscritto l’accordo di partenariato oppure il diniego è rivolto esclusivamente e specificatamente alla Parrocchia di Rebbio che, è inutile ricordarlo, è sempre in prima linea nell’accoglienza dei minori svolgendo un lavoro essenziale e di straordinaria importanza.Quale sarà il destino dei ragazzi a partire dal 1° gennaio? Chi si occuperà della loro prima accoglienza?
Il venire meno di questo accordo amplifica sensibilmente il rischio di vedere nuovamente le terribili scene già viste negli scorsi mesi di ragazzi minorenni abbandonati davanti alla questura senza che nessuna istituzione si prenda cura di loro.
Ci auspichiamo che il Comune faccia un passo indietro su questa decisione che rischia di lasciare letteralmente in strada i minori che arriveranno sul nostro territorio.Il comune di Como non può venire meno alle proprie responsabilità.