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Sostenibilità ambientale, la scelta digitale di Acel Energie

Acel Energie – presente con il marchio Aevv Energie a Sondrio e Enerxenia a Como, Monza e Varese – è impegnata a fondo nell’introduzione di buone pratiche in linea con le aspettative di sostenibilità ambientali. E le sottoscrive a ogni livello.

Nell’ambito del progressivo piano di digitalizzazione dell’area commerciale, che investe da tempo tutti i settori del Gruppo Acsm Agam, nei giorni scorsi è stato installato allo sportello Enerxenia di Monza il primo impianto atto a raccogliere la firma grafometrica. Si tratta di un approccio integralmente digitale che smaterializza il contratto e lo colloca, comodamente archiviato e certificato, nella realtà virtuale: insomma niente più carta.

“Stamattina il debutto – spiega Andrea Tugnoli, responsabile operations – è stato infatti siglato un contratto con la nuova modalità, completamente digitale, con un processo di firma sicuro e certificato che rassicura il cliente e la società e con un’impronta assolutamente green”. Il beneficio dal punto di vista del valore ambientale è ben espresso nei numeri.

“Completeremo il piano di estensione a tutti i territori entro la fine del mese di novembre. Già oggi tutti gli sportelli centrali sono del resto dotati di questo nuovo metodo di firma. Abbiamo già raccolto piena soddisfazione da parte dei clienti, contenti di non dover più uscire dai nostri uffici con plichi di carta, ma già tutto comodamente disponibile nella propria mail”.

L’amministratore delegato di Acel Energie, Giovanni Perrone, considera indispensabile imprimere impulso ai processi di digitalizzazione.

“Abbiamo una sfida di fronte, che ci coinvolge tutti. Investe il pianeta e scende nei nostri gesti quotidiani e a maggior ragione nelle scelte di aziende quali la nostra – sottolinea -. Secondo uno studio del 2010 dell’Unesco, l’impronta idrica di un solo foglio A4, ovvero il consumo d’acqua necessario a coltivare la pianta e a trattare la cellulosa per trasformarla in carta, può arrivare fino a 13 litri. Dunque se pensiamo che indicativamente un contratto consta di 15 pagine e ne vengono evasi circa 30 mila l’anno, allora possiamo parlare di qualcosa come 5,85 milioni di litri d’acqua. Più di due piscine olimpiche”.

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