Da una nostra lettrice riceviamo e pubblichiamo una riflessione sul nuovo lungolago di Como e in particolare sulla scelta di lasciare tutte le panchine della passeggiata senza alcuna ombreggiatura, costringendo chi cerca una scappatoia a sedersi su gradini e muretti pur di evitare i raggi del sole.
Buongiorno redazione,
premetto che abito appena fuori Como ma seguo le notizie della città e ho letto negli anni la storia delle paratie e del lungolago nuovo. Stamattina sono passata proprio dal lungolago, e siccome ero una passeggera nell’auto che mi portava, non ho potuto fare a meno di notare una cosa (che ho anche fotografato, anche se non so se rendono bene…).

Dopo tanti anni di cantiere e tanti problemi, mi pare di aver capito che a parte i parapetti, il lungolago nuovo sia ormai finito e l’aspetto sia quello che si vede. Ecco, allora una domanda stamattina passando e osservandolo tutto, anche se l’ho fotografato soltanto nella prima parte, mi è venuta spontanea: ma come hanno potuto progettare una passeggiata così lunga e costosa (mi sembra che siano stati spesi milioni se non sbaglio…) lasciando tutte le panchine al sole cocente, senza manco una mezza ombra?

Come spero si veda anche nelle foto volanti fatte dal sedile passeggero della macchina, oggi con 35 gradi la gente ovviamente scappava dalla zona al sole, che poi è la gran parte, e si sedeva o comminava nei pochi spazi all’ombra degli alberi. E le panchine, che penso scottassero come il fuoco, erano deserte e immagino lo rimangano da metà mattina almeno fino a sera d’estate!

Con estati roventi come quelle che ormai ci sono sempre, lasciare le panchine che infatti erano deserta senza un minimo riparo mi sembra davvero un’assurdità anche se gli architetti magari avranno le loro spiegazioni…
Cordiali saluti,
Rosa Cevenini