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“Borghi contro i vaccini, proposta pericolosa e smentita dalla scienza. Basta un bugiardino per sentirsi medici…”

Alla maggior parte dei lettori è passato inosservato il tentativo, da parte del senatore Claudio Borghi Aquilini, noto alla città di Volta come ex consigliere comunale negli scorsi anni, di cancellare l’obbligo per i minori fino a 16 anni di effettuare i vaccini di profilassi contro morbillo, rosolia, parotite e varicella.

È successo con un emendamento all’interno del recente decreto mirato alla riduzione delle liste d’attesa. Il provvedimento proposto, fortunatamente ritenuto inammissibile dal governo Meloni, prevedeva anche di non vincolare più la somministrazione dei vaccini all’iscrizione a scuola. Scampato il pericolo, cerchiamo di capire. Innanzitutto perché un senatore della Repubblica, con un curriculum caratterizzato da studi di economia e finanza, nonché di arte, si cimenti con argomenti medico-scientifici a lui apparentemente non di competenza.

Per la verità, di medicina e salute si dilettano un po’ tutti. È di ogni giorno sentire malati che chiedono esami perché suggeriti dalla suocera, dalla vicina di casa, nonché dall’amico dell’amica. È esperienza quotidiana negoziare non solo il dosaggio di un farmaco, ma l’indicazione dello stesso, perché “si è sentito” non fa poi così bene. Insomma, di cose sanitarie tutti un po’ ne sanno. Non si è mai ascoltato o letto di qualcuno che, senza averne competenza di studi, va a dare suggerimenti a un ingegnere che sta progettando un ponte o a un programmatore di software o anche solo a un riparatore di ascensori. Ma si sa, un’occhiata al bugiardino dei farmaci si dà e poi lo si sventola alla prima visita ambulatoriale.

Mai che invece si vadano a leggere le istruzioni di un motore di un jet dove saremo seduti le prossime 9 ore. Beh certo, quello non lo si conosce. Invece di vaccinazioni sì, dai, tutti ne sappiamo. Bene, forse non tutti sanno che il morbillo, riapparso sulla scena sanitaria italiana proprio a causa dell’abbassamento della sensibilità alla vaccinazione, può creare gravi danni, postumi pericolosi e anche morte.

 

Pensate che in diverse nazioni europee ai lavoratori italiani tra la prime cosa che chiedono c’è proprio la certificazione di vaccinazione contro il morbillo, essendo l’Italia considerata arretrata a questo riguardo. Non meno gravi sono poi la rosolia, la parotite e la varicella. Ditelo ai bimbi che hanno altri problemi sanitari, come il diabete, l’epilessia, malattie del sangue o forme di disabilità.

E a questo proposito, fa ancora più male sentire la proposta di slegare le vaccinazioni dall’iscrizione scolastica, mettendo così a repentaglio di contrarre queste malattie i bimbi che per altri motivi sanitari non possono vaccinarsi contro le stesse e che sarebbero invece protetti dagli altri grazie alla cosiddetta “immunità di gregge”, che si va invece a perdere se la percentuale di vaccinati scende oltre una soglia che deve rimanere alta. Ma, diciamocelo, forse degli “altri” interessa poco, almeno finché “altri” non diventiamo anche noi.

Resta quindi il sollievo di aver scampato una proposta pericolosa, totalmente smentita dai dati scientifici e del tutto incomprensibile. Preoccupa invece il ritorno a una stagione, quella dei cosiddetti “no vax” nella politica, che ci auguravamo di aver definitivamente lasciato alle spalle. Ringraziamo il governo di aver annusato il pericolo e di aver lasciato l’emendamento fuori dal decreto per abbattere le liste d’attesa. Che poi l’obiettivo di ridurre le stesse si realizzi con i provvedimenti messi a terra abbiamo molti dubbi che non mancheremo di argomentare, però, al momento, le vaccinazioni per i bimbi sono salve.

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