Un piccolo gruppo di persone in attesa fuori dal portone del Comando della Polizia locale, il rischio di un malore per il caldo, la decisione di rendere pubblica la protesta. Mario Gorla, nome conosciutissimo in città, past president Lions Como Host e già consigliere comunale di centrodestra per più mandati, è ben più che amareggiato per quanto accaduto sia a lui, sia a chi era con lui, questa mattina, lunedì 22 giugno, davanti al Comando della Polizia locale di Como.

Di seguito il suo sfogo.
Questa mattina sono andato al Comando della Polizia locale di Como per contestare una multa. Si trattava di una sanzione per sosta vietata che non risultava pagata ma di cui io avevo la ricevuta in mano. Nonostante l’evidenza, mi è comunque stata data come unica possibilità di fare ricorso via Pec, ma vabbè, questa è una storia personale che poco importa. Farò come mi è stato detto e vedremo come andrà. Il vero punto è stato un altro.
Prima di arrivare allo sportello, che si trova appena dopo il portone di ingresso del Comando, ho dovuto suonare per ben tre volte il campanello: la prima e la seconda nessuno ha aperto, poi finalmente dopo diversi minuti la porta è stata sbloccata. Ho chiesto per quale motivo io e altre due persone eravamo stati costretti ad aspettare fuori, sul marciapiede rovente, sotto il sole, a 35 gradi. Mi è stato risposto che è una questione di tutela della privacy, poiché una persona era già allo sportello e gli spazi sono angusti.
Va bene tutto, non me la prendo certo con il singolo agente o con la Polizia locale, la questione è politica: possibile che il cittadino sia sempre trattato da suddito da chi governa? Possibile che sia più importante il rispetto della burocrazia rispetto alle persone?
Non credo sia la prima volta che capita una situazione come quella di oggi, con quel caldo terribile e gente lasciata in attesa sul marciapiede al sole rovente: ma possibile che chi governa non abbia mai pensato di fare una saletta d’attesa, un posto dove aspettare al riparo, uno spazio per attendere senza prendere colpi di calore o pioggia e neve d’inverno?
Questo è solo un piccolo anello di una catena, che è politica e che riflette un atteggiamento che vede il cittadino come un suddito. E io, suddito non lo sarò mai di nessuno.
Mario Gorla