Da una nostra lettrice riceviamo e pubblichiamo una lettera sull’impatto inevitabile che le massa di turisti hanno sulla città di Como e sulle contromisure che dovrebbero essere messe in atto.
Di seguito il testo.
Certo che Como è una città ben strana.
Si sa che arrivano turisti a più non posso, nelle belle domeniche anche chi fa un picnic o porta la merenda per I bambini, e poi ci si lamenta dei rifiuti?
La foto pubblicata ai giardini fa capire una situazione vecchia di anni: se i cestini non bastano ci sono diverse soluzioni: metterne di più, metterli più grandi, vuotarli più spesso.

Sulla passeggiata che porta a Villa Olmo, tempo fa, erano stati aggiunti contenitori di cartone che al primo vento venivano rovesciati, infatti non si sono più visti.
Risulta evidente che chi ha lasciato i rifiuti era intenzionato a metterli nel cestino ma impossibilitato da quelli già strabordanti. Si può obiettare che la bottiglietta dell’acqua si può tranquillamente riportare a casa visto che vuota pesa pure meno, ma ci sono anche carte appiccicose, cose umide, mettereste nello zaino un cono del gelato gocciolante?
O bisogna portasi da casa il sacchetto dell’umido? Completamente inadatto quello di carta fornito a Como, tra parentesi, perché si inzuppa subito.
L’inciviltà è quando si vedono rifiuti sparsi ovunque: in montagna sparsi sull’erba o a bordo strada. I turisti possono piacere o meno, ma visto che non si può impedirgli di arrivare, chi vuole civiltà deve fornire servizi che includono: toilette pubbliche, mantenute pulite ovviamente, sistema di smaltimento dei rifiuti efficace, possibilità di accedere all’acqua potabile con fontanelle.
L.