RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Punti di vista

“Como, quel dirigente nella notte tra acqua e fango: è un ‘santo’ ma la difesa del territorio sia priorità”

Poche ore dopo l’ennesimo episodio di fortissimo maltempo che ha sferzato Como e la provincia, con piogge fortissime, grandine di grosse dimensioni, lungolago della città nuovamente sott’acqua e smottamenti a Blevio, Elisabetta Patelli per Avs si è rivolta al prefetto e alle autorità comunali, dal sindaco Alessandro Rapinese agli assessori competenti, con una lettera aperta. Ne pubblichiamo il testo di seguito.

Al Sig.Prefetto
All’Assessore al Territorio
All’Assessore alla Sicurezza e Protezione civile
All’ Assessore all’Ambiente e Clima
Al Signor Sindaco di Como

Como non può continuare a vivere nell’emergenza: la difesa del territorio diventi una priorità

La bomba d’acqua e grandine che ieri sera hanno colpito la città ha nuovamente messo in evidenza tutta la fragilità di alcune aree di Como, in centro, via Borgovico e in particolare sotto i versanti collinari: nelle zone di via Santa Marta, via Torno, via Casletti e via Berlinghieri, già duramente colpite da alluvioni e dissesti, si sono riversati fiumi d’acqua, fango e detriti, creando situazioni di forte criticità e preoccupazione per i residenti.

Non stiamo parlando di eventi imprevedibili. Stiamo parlando di fenomeni che si ripetono con crescente frequenza e intensità e che rappresentano una delle conseguenze più evidenti della crisi climatica in corso.

Il dirigente comunale Ciro Di Bartolo è un “santo” ed essendo in contatto con noi si è prestato al sopralluogo in piena notte per verificare la situazione. Cosi ha fatto anche in altre zone. Ma non è possibile scaricare solo sul suo Ufficio la gestione di un’emergenza che ormai è strutturale. Servono scelte politiche e investimenti necessari per mettere in sicurezza il territorio.

La messa in sicurezza dei versanti, la manutenzione del reticolo idrico minore, il potenziamento dei sistemi di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche e la prevenzione del rischio idrogeologico devono diventare una priorità assoluta dell’azione amministrativa. Non dopo il prossimo nubifragio, ma subito.

Ogni precipitazione intensa ripropone gli stessi problemi, negli stessi luoghi, con rischi che non possono più essere sottovalutati.
Noi riteniamo inoltre necessario coinvolgere tutti i livelli istituzionali competenti. Per questo sarà nostra cura segnalare quanto accaduto anche agli uffici regionali competenti, affinché possano essere valutati con urgenza gli interventi necessari e le possibili forme di sostegno tecnico ed economico per la messa in sicurezza delle aree più esposte.

Como ha bisogno di un piano straordinario di adattamento ai cambiamenti climatici e di difesa idrogeologica, sostenuto da risorse adeguate e da una programmazione di lungo periodo. La sicurezza dei cittadini, delle abitazioni e del territorio deve diventare una priorità concreta e non solo un tema da affrontare dopo ogni emergenza.
Elisabetta Patelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA
TAG ARTICOLO:

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo