Sul caso Vannacci il mattatore, genio radiofonico e direttore artistico di Radio ComoZero, Giuseppe Rondinelli, e il consigliere regionale, coordinatore provinciale di Forza Italia, padre unico delle furono grandi mostre a Como e critico d’arte, Sergio Gaddi, si sono divisi. E’ noto, ne abbiamo parlato qui: La disfida Vannacci. Rondinelli: “Libro folle e fascista”. Gaddi: “La vera emergenza è il politicamente corretto”.
Durante i botti e i festeggiamenti delle scorse ore, menti criticamente sane e soprattutto sempre totalmente libere da ogni forma di condizionamento (casi rari di questi tempi), cioè appunto Rondinelli e Gaddi, si sono unite, quantomeno virtualmente. Poi si può essere legittimamente in disaccordo, ovvio, ma almeno c’è pensiero, dibattito, confronto.
Tutto nasce dallo sfogo del Rondi, pubblicato ieri su queste pagine: 31 dicembre, l’amarezza del Rondi: “E’ dal 2016 che non si balla in piazza per l’ultimo dell’anno. Davvero sconfortante”. Così è arrivato il commento di Gaddi sul capodanno cittadino. L’ex assessore alla Cultura del Comune di Como al solito e in perfetto stile non è privo di zampata-cazzotto, anzi:
Una città che non si apre alla musica in piazza nemmeno a capodanno è un lugubre cimitero di provincialità. Ma il colmo dell’idiozia ottusa lo raggiungono i minus habens (pochi per fortuna, ma rumorosi) che applaudono al nulla. Che poi è lo specchio dei loro desideri.
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