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Punti di vista

Elezioni provinciali, Pozzi (Laglio): “Ente né carne né pesce, presidente double face, popolo escluso. Io non voterò”

Roberto Pozzi, sindaco-quasi-granduca del Comune di Laglio, è tipo vulcanico. Non sono rare le sue uscite dal coro, piacciono poi o meno. E anche in questo caso, il primo cittadino non si smentisce affrontando le ormai prossime elezioni (di secondo livello, votano solo sindaci e consiglieri il 18 dicembre).

Il riassunto della posizione di Pozzi? Una stroncatura complessiva, soprattutto del meccanismo scelto dai legislatori a monte.

Di seguito, l’intervento del sindaco di Laglio.

VOTAZIONI PER IL CONSIGLIO PROVINCIALE: NO GRAZIE

Anche questa tornata provinciale del 18 dicembre per il rinnovo del consiglio provinciale non vedrà la mia partecipazione.

So per certo che nessuno sentirà la mia mancanza, ma giova (almeno a me) ricordare perché.
La legge n. 56/2014, la cosiddetta Legge Del Rio, tra le altre cose, proponeva la ridefinizione del sistema delle province auspicando (credo) la loro definitiva abolizione.

Ma a distanza di otto anni dal difficile puerperio legislativo, le province sono tutt’altro che eliminate e potrebbero continuare a svolgere un importante ruolo di rapporto e supporto tra regione e territori.

Rimangono, invece, enti, né carne né pesce, denominati di “secondo grado”, in quanto consiglio e presidente non vengono eletti dai cittadini ma dagli amministratori locali con il criterio del “voto ponderato”.

Che non significa affatto che ci devi pensato bene prima di votare ma che il tuo voto vale in percentuale al numero dei cittadini del tuo Comune.

Dunque il voto di un consigliere di Como, Cantù, Erba o Olgiate, “peserà” molto più di quello di un piccolo Comune.

I legislatori dovrebbe mettere mano ad una riforma, attribuendo risorse e nuovi poteri a quest’Ente bistrattato, soprattutto conferendogli dignità elettiva attraverso il voto popolare. Ma di certo, parafrasando Guccini, hanno ben altro a cui pensare…

Una perla della 56/2014 è quella che mantiene in carica il presidente per quattro anni e rinnova il consiglio ogni due. Ci sarà una ratio in questa scelta ma io non l’ho trovata.
Forse già pregustava, l’astuto autore di leggi, la figura di un presidente buono per tutte le stagioni.

Questa tornata si confronteranno due liste: “Centro destra in Provincia” e “Candidati civici per la Provincia”, anche se corre voce che i “civici” siano (con rispetto parlando) di centrosinistra (qui tutti i nomi).

Comunque siamo certi che il presidente, qualunque sarà la lista vincente, continuerà a svolgere con la capacità adattiva che lo contraddistingue, il suo ruolo double face.

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