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Il paradosso dei parcheggi d’oro a Como: “Un favore ai furbetti del divieto, la multa costa meno”

Dopo la protesta per il parcheggio pagato 28 euro vicino al centro di Como per una giornata di lavoro, si riaccende il dibattito più ampio sulla sosta in città. Come accaduto anche in altre occasioni, sul tema ospitiamo una riflessione dell’ex consigliere comunale di Como, Luigi Ciullo (per interventi, repliche, segnalazioni con foto e video scrivere a redazionecomozero@gmail.com). Di fatto, secondo la sua tesi, l’introduzione di costi altissimi per le strisce blu di alcune zone rischia di ‘favorire’ i furbetti dei divieti di sosta, visto che per costoro le sanzioni (meno di 30 euro se saldate entro 5 giorni) sono pressoché sempre inferiori rispetto alle multe mostruose che prende chi sgarra sull’orario dove vige la tariffa vulcano (qui alcuni esempi).

Nel merito delle sanzioni nei posti auto in cui si applichino le tariffe vulcano (3 euro all’ora per tutte le 24 ore, ndr), penso che si stia facendo un favore a coloro per cui le regole vanno bene ma solo per gli altri.

Temo, cioè, che accadrà ancora di più che gli abusivi del parcheggio alla fermata del bus, fuori dalle strisce davanti al bar e ai passi carrai, o in sosta selvaggia davanti all’uscita dell’asilo, la faranno ancora franca. Mentre chi posteggi regolarmente nei posti blu rischierà di essere punito e ancor più vessato.

In questo modo, i furbi del “caffettino” o del “carico e scarico veloce”, italiani o stranieri che siano, saranno legittimati alla sosta selvaggia dove la multa è comunque inferiore rispetto a quella che può essere inferta nei posti contrassegnati. Gli stessi soggetti formalmente tollerati e privilegiati per le loro infrazioni che, probabilmente, saranno i primi a pretendere per gli altri automobilisti “ordine e rigore” contro chi parcheggia regolarmente e ritarda di 10 minuti il ritiro della vettura.

Inoltre, se si eliminano posti auto senza crearne nuovi; se non si rende più efficiente il trasporto pubblico creando possibilità di nuovi percorsi, nuove linee e nuove corse; se si perdono i finanziamenti per le piste ciclabili; se non viene incentivata economicamente la sosta per residenti e per auto elettriche; se non si riesce a realizzare un autosilo tangenziale che sia uno, ne conseguirà che le tariffe e le multe vulcano si riveleranno soltanto un espediente per fare cassa col pretesto populista della temporanea disponibilità di posti per abbonati.

Pertanto, non è affatto una rivoluzione quella del sindaco Rapinese: è la misera restaurazione del “fai da te” e del “si salvi chi può”, ovvero la dimostrazione del fallimento di ogni sensata politica amministrativa anche nel settore della viabilità e della sosta.
Luigi Ciullo – ex consigliere comunale in Como

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