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Punti di vista

“Landriscina ci ha messo la faccia, paga per una giunta assolutamente inadeguata”. L’opinione di Gioele

ComoZero, pressoché dal primo giorno, ha un commentatore balzato all’occhio non soltanto alla redazione ma anche di qualche attento lettore. Il suo nickname è Gioele, nemmeno noi ne conosciuamo la realtà identità (e questo vale sempre, per tutti), appare come molto informato della vita pubblica e soprattutto politica della città e – questo è davvero il plus – le opinioni sono sempre espresse con toni civili, magari forti e schierate, ma mai insultanti.

Oggi, nel pieno spirito della testata che è quello, ove possibile, di dare conto di punti di vista interessanti o anche controcorrente, al di là della provenienza “famosa” o meno, ci permettiamo di trasformare in un articolo a sé l’ultimo commento lasciato poiché offre una prospettiva sulla valutazione della giunta Landriscina che va oltre le voci dei diretti interessati e anche al di là delle osservazioni dei cronisti.

Si tratta di un commento ovviamente già pubblico, in relazione all’articolo di oggi dal titolo “L’abbraccio finale con la Lega, gli schiaffi a Forza Italia, il gelo con FdI: Landriscina e un bis sempre più lontano”.

L’intento è unicamente quello di valorizzarne i contenuti per ampliare il dibattito, peraltro già ampiamente in corso, sui quattro anni di amministrazione e sui mesi mancanti. Un po’ come fosse la classica missiva del lettore, seppure in una forma leggermente diversa.

Di seguito, il testo.

Non ci potrebbe essere miglior “capro espiatorio” alla peggior Amministrazione di sempre. Il buon Sindaco alla fine ha messo la faccia su tanti incidenti di percorso: la vicenda gli sfrattati dalle case popolari all’esordio del suo mandato, poi le tapparelle dell’Asilo Sant’Elia, poi la concessione della Como Nuoto, poi l’Infopoint di via Albertolli e dopo tante peripezie i tigli e il lungolago. Non c’è spazio per rievocare tutto ciò che è stato fatto male o non è stato fatto.

Qualche rarissimo “ben fatto” in mezzo a una serie di imbarazzati fallimenti per non dire peggio. Tuttavia, non è colpa solo del “buon” Sindaco. Lo “splendido” Assessore al Patrimonio, per esempio, ha collezionato exploit degni del repertorio del peggior cinepanettone. Gli Assessori che si sono succeduti ai Lavori Pubblici hanno dato sempre l’impressione di essere in affanno su qualsiasi tema, dalla manutenzione dei monumenti e degli edifici pubblici alla sicurezza dei pali della luce e dei tombini.

Chi ha retto gli Assessorati ai Servizi Sociali e al “decoro” è stato così grossolano da divenire oggetto di critiche, sfottò e biasimi a livello nazionale. Non parliamo dell’Assessore allo Sport e al Verde che si è distinto solo per la “sportività” con cui ha sempre dichiarato che qualcosa era andato storto all’ultimo momento. Gli altri, ognuno nel suo campo, non hanno brillato e si sono accontentati di non passare per i peggiori del gruppo.

Dispiace per il “buon” Sindaco e dispiace che alla fine paghi solo lui per le scelte delle Segreterie di partito che hanno preteso poltrone per persone assolutamente inadeguate e che adesso si atteggiano a severi inquisitori.

C’è da augurarsi che prima di mettere la croce su un simbolo di partito, gli elettori non dimentichino che dietro quegli stemmini colorati ci sono le facce del Sig.Pettignano, della Sig.ra Bonduri, del Sig.Caldara, del Sig.Galli e del Sig.Gervasoni e non solo quella del Dottor Landriscina.

Almeno quello glielo dobbiamo!

6 Commenti

  1. Il sig. Gioele è il Lady Whistledown nostrano della vita politica e sociale locale. Personalmente sono molto grata per i suoi insights che regalano una visione molto insider (sarà un politico / un giornalista locale?) anche ai più confusi e non-tenuti-a-conoscere come la sottoscritta in primis. Poi, è un’idea veramente eccellente di non firmare i commenti con il nome vero. Questo dà al signor Gioele la possibilità libertà di scrivere tutte le sue verità molto vere in completo e indisturbato anonimato. Mo’ me lo segno questo approccio. Comunque, grazie Gioele per tutte le considerazioni sempre pertinenti, interessanti e spesso condivisibili.

  2. Quando il Dr.Landriscina (da lustri esperto navigatore del sottobosco politico locale e oltre) ha deciso di farsi sostenere dalla peggior destra dal dopoguerra, conosceva perfettamente il livello (diversamente adeguato) dei personaggi politici con cui avrebbe dovuto confrontarsi. Dopo il voltafaccia di Forza italia e il consueto ipocrita ostracismo di FdI, avrebbe potuto forse dimettersi. In alternativa (per motivazioni che lui solo conosce e che possono spaziare da spirito di servizio alla città a meno nobili opportunismi personali) ha scelto la Lega, consegnandosi al triangolo Molteni-Salvini-Localtelli più esiziale di quello delle Bermude. In cambio ne ha ottenuto sostegno leale e appoggio (come da sue dichiarazioni) diventando purtroppo di fatto un complice di tutto quello rappresenti oggi l’essere leghisti. Dispiace. Speriamo che a fine mandato possano prevalere considerazioni differenti, restituendolo al suo ruolo di personaggio pubblico di prestigio non immeritato

  3. Approfitto dell’opportunità che solo questa testata sa cogliere: un dibattito. Io credo che il Sindaco sia un perfetto “capro espiatorio” proprio perché le segreterie politiche lo hanno in parte eterodiretto e in parte condizionato attraverso nomine di persone a loro fedeli ma assolutamente inadeguate al ruolo. La sinistra, nel periodo di Lucini, non fece meglio. Ricordo con orrore le discussioni esasperanti di alcuni esponenti della precedente maggioranza con il Sindaco e la latitanza, sicuramente strumentale, dei dirigenti del PD che era di quella coalizione il partito guida. Alla fine, l’unico che ha pagato è stato Lucini ma il vero colpevole era da ricercarsi nella dirigenza del PD. Lo stesso avviene oggi anche se con modalità diverse. Abbiamo visto le manovre di Fratelli d’Italia che nel corso del mandato di Landriscina hanno fatto incetta di Consiglieri eletti in liste alleate; hanno sacrificato sull’altare del baratto politico l’unico Consigliere che poteva tener testa alle farneticazioni dei lacchè di Salvini e hanno riesumato un opaco e maldestro Assessore nominato da Forza Italia che fino ad allora, ma soprattutto dopo, si è distinto solo per giustificazioni surreali alle sue mancanze. Abbiamo visto la Lega che ha deliberatamente boicottato l’allestimento di un dormitorio votato dalla maggioranza dei Consiglieri per adeguarsi alle imposizioni della loro segreteria nazionale ma, in questo modo, ha mortificato il Sindaco che non è stato in grado di attuare, come previsto dal suo mandato, una decisione presa dalla maggioranza dei Consiglieri. Abbiamo visto Forza Italia uscire dalla maggioranza per poi vederla rientrare collocando le proprie pedine negli Assessorati che la interessavano. Insomma, le segreterie politiche hanno dato il peggio di loro e adesso immolano il “buon” Sindaco sull’altare del più bieco gioco di palazzo: scaricare le proprie responsabilità su un “capro espiatorio”. È vero, anche il Sindaco ha le sue colpe ma siamo sicuri che sia il solo impresentabile?

  4. Credere che il sindaco Landriscina sia un capro espiatorio vuol dire riconoscergli un protagonismo e un’autonomia di manovra che non si merita.
    Questo è stato un sindaco eterodiretto, manovrato a distanza dalla Lega e dalla sua anima più nera: Alessandra Locatelli – alla quale sono bastati alcuni mesi di cattivismo in ambito locale per garantirsi uno spazio (e che spazio!) tra le quote rosa a livello nazionale – e l’amica Elena Negretti, che dalla prima ha ereditato lo scettro di “donna di ferro” (di fronte a quale inesistente minaccia, sono stati questi anni a dimostrarlo) e che probabilmente erediterà anche il ruolo di candidata alle prossime elezioni.
    Forza Italia, visti i numeri, aveva raccolto già troppa rappresentanza 4 anni fa.
    Fra un anno sarà ancora peggio. I top player sono già sul mercato; gli altri passeranno senza far rumore.
    FdI da casa madre ha imparato subito: saltare un giro e prendere le distanze oggi, per vendersi come diversi domani.
    In una città come questa, continuo ad essere convinto che ci sia spazio per una rappresentanza “di prossimità”, espressione dei quartieri; di chi manda i propri figli a scuola e sa quali sono le cose che non funzionano e sulle quali bisognerebbe mettere mano, di chi ha parenti anziani e per loro cerca uno spazio di socialità che li sottragga all’isolamenti, di chi lavora e sente il bisogno di un rilancio che non arriva.
    Insomma, una politica espressione del territorio e non di attori che su un palcoscenico di provincia mettano in scena il copione imposto dalle segreterie nazionali.

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