Il 2 aprile scorso il sindaco di Como ha pubblicato su facebook un video di oltre tre minuti durante il quale – camminando nella vasca della piscina Sinigaglia in ristrutturazione (lavori che si sarebbero dovuti chiudere nell’autunno scorso e che ora pare finiranno a maggio) – si esprimeva in questi termini sia sulle lungaggini del cantiere sia sul futuro dell’impianto: “E’ stato uno dei cantieri più sofferti, abbiamo fatto i lavori bene e con calma. Abbiamo verificato che tutto fosse ben fatto e ora i lavori stanno andando avanti tanto che abbiamo fatto anche la sauna, il tetto e il trampolino. Siamo un po’ in ritardo? Chissenefrega. Ma davvero, chissenefrega, l’importante era che i lavori fossero fatti bene e una volta sola”. Quel “chissenefrega”, però, non è stato gradito da un nostro lettore di cui pubblichiamo la lettera integrale (firmata in originale tramite mail, ma abbreviata con le iniziali come da testo per la pubblicazione) ricevuta in redazione all’indirizzo redazionecomozero@gmail.com (attivo per segnalazioni, foto e video anche il whatsapp 335.8366795).
Gentile Redazione, vi scrivo nella speranza che possiate far arrivare al sindaco una risposta che, forse, aspetta di ricevere da qualcuno dopo il video (lo trovate qui, ndr) che ha pubblicato per giustificare i ritardi del cantiere della piscina Sinigaglia (a meno che la sua fosse una domanda retorica).
“Chissenefrega se i lavori sono in ritardo. L’importante è farli bene”, ha detto.
Caro Sindaco, non so se le può interessare ma frega a me che, prima di essere un suo elettore (pentito, e non mi ha fatto il lavaggio del cervello il Pd perché voto destra da sempre, a parte questa volta in cui ho pensato di dare fiducia a lei) sono un cittadino che paga fior di tasse.
Frega a me perché la piscina, che doveva riaprire a novembre 2023 e poi a maggio 2024, ora non si sa quando riaprirà e lei cerca di far passare tutto questo come cura maniacale dei dettagli mentre invece, siamo onesti, avete semplicemente sottovalutato l’entità degli interventi o avete volutamente dichiarato una tempistica che sapevate già di non poter rispettare e poi chissenefrega, qualcosa ci inventiamo.
Invece io ho una figlia che fa nuoto sincronizzato a livello agonistico e da mesi è costretta ad allenarsi in un metro e mezzo d’acqua alla piscina della scuola Foscolo e, senza un’idea di quando la piscina potrebbe riaprire, sta perdendo la passione per questo sport (inizierà a drogarsi?) e un figlio che si allena a pallanuoto all’aperto perché i 3-6 mesi di Muggiò sono diventati 3-6 anni.
Aggiungiamoci anche la terzogenita che ha avuto la splendida idea di nascere poco prima che lei annunciasse la chiusura dell’asilo nido di via Passeri e chissenefrega anche lì, tanto mia moglie non avrà problemi ad accompagnarla in macchina in via Italia Libera al mattino per poi tornare indietro e andare a lavorare in Svizzera puntuale mentre io porto a scuola gli altri due, no? Non c’è mai traffico al mattino in città, giusto? E poi cavoli della nonna ottantaduenne che dovrà andarla a prendere dallo stadio fin lassù e tornare spingendo il passeggino per due chilometri, magari in inverno e con il maltempo. Camminare fa bene agli anziani, quindi grazie.
E per fortuna mio suocero è morto prima che gli togliesse le quotidiane partite di carte alla Combattenti con i suoi amici perché sarebbe stato un casino stare tutto il pomeriggio seduto al tavolino di un bar del centro a buttare giù carte e moccoli tra i turisti. Ad andar bene si sarebbe giocato la pensione a furia di caffè e prosecco pur di non farsi cacciare via per lasciare il posto a qualche americano altospendente.
Eppure era lì anche lui nel 2017, quando lei aveva usato i campi della bocciofila per la sua campagna elettorale al grido di “Bocciamo i partiti” promettendo di sistemarli e stringendo mani salvo poi voltargli le spalle e bocciare i vecchi, e chissenefrega.
Sono sicuro che il mio pensiero non la sfiorerà nemmeno, non mi illudo. Ma io oggi mi domando perché diamine pago le tasse in questa città che mi sta togliendo i servizi più ovvi. E mi domando chi me lo fa fare di resistere ancora in un condominio in cui ormai sono più le case vacanze degli appartamenti dei residenti, visto che ormai il quartiere ricco di servizi facili da raggiungere in autonomia da nonni e ragazzi è un lontano ricordo. Sto seriamente valutando di trasformare anche il mio appartamento in una casa vacanze (conosce qualcuno che potrebbe gestirmela?) e andare a vivere in uno dei comuni limitrofi ma sono sicuro che lei risponderà “chissenefrega”, tanto l’Imu e la Tari continuerei a pagarli, il bilancio è salvo e lei avrebbe un rompic****** in meno in città (ma pure un elettore in meno eh). O no?
L.T.