Nell’entusiasmo generale intorno al progetto del nuovo stadio Sinigaglia (qui tutti i racconti) ecco che c’è chi va in direzione contraria e pure senza mezzi termini. E’ l’architetto e artista comasco Attilio Terragni, come noto pronipote di Giuseppe Terragni massimo esponente del Razionalismo italiano.
Pochissime righe ma infuocate quelle che Terragni ha messo nero su bianco: “Pensavo fosse impossibile che i comaschi continuassero nella loro opera di distruzione della città iniziata tanti anni fa con la brutta vicenda dell’abbattimento del quartiere Cortesella e il rogo della Casa Vietti“.
E ancora di più “Se continua così dopo la distruzione del lungo lago, dei giardini a lago e ora dello stadio, saremo fortunati se ci rimarrà la magnifica passeggiata di Villa Olmo ideata da Giuseppe Terragni dove immergersi nello spirito di una delle nature più affascinanti del pianeta“.
E dunque dopo 24 ore di un entusiasmo generalizzato e certo anche comprensibile ecco che arriva la prima voce fuori dal coro indubbiamente destinata, vista la durezza delle parole scelte, a creare dibattito. E in fondo è quello che tutti auspicano, anche lo stesso club: il confronto più ampio possibile su un tema tanto delicato.
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