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Punti di vista

Pannelli sonori, cimiteri, piscina e lido. Frank Pettignano Blues con delega al: “Non è stata colpa mia, lo dicono gli uffici”. L’imbarazzo di Fratelli d’Italia

Forse l’assessore Francesco Pettignano una lezione da questo pasticciaccio la trarrà. Non basta sempre trincerarsi dietro gli uffici, come a alludere a un sovrapotere burocratico cui anche il più scafato politico soccombe.

E’ un leit-motiv tradizionale del personaggio: “Chiedete agli uffici, lo sa il dirigente, non dipende da me, sono le procedure”. Sono tre anni che riceviamo, su qualsiasi tema o quasi, la stessa risposta. Tanto varrebbe un’amministrazione tecnocratica senza politica, a questo punto.

Ricorda, il Pettignano, un monumentale Belushi nei Blues Brothers: “Ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tight, c’era il funerale di mia madre, è crollata la casa, c’è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette, non è stata colpa mia, lo giuro su Dio!!!”.

Per la verità quelle di cui sopra (“gli uffici, etc”) sono risposte che ricevevamo e non riceviamo più, poiché ultimamente Frankie non risponde al telefono, almeno a questa redazione. Ha pure preso un curioso vizietto, ci fa chiamare dall’Ufficio Stampa del Cernezzi per contestare e smentire gli articoli, salvo poi sottrarsi alla richiesta di una posizione ufficiale. E’ successo due volte nell’ultima settimana.

In un caso specifico ha fatto definire un pezzo “falso e scorretto” (sempre tramite l’Ufficio Stampa), salvo poi non precisare dove e in quale passaggio avessimo scritto falsità e scorrettezze, rifiutando poi la possibilità (offerta ampiamente) di smentirci coram populo, dichiarando qualcosa.

Per completezza di cronaca, ci riferiamo a questo retroscena:

La repubblica autonoma di Pettignano: il Comunicato sulla decadenza di Pallanuoto Como inviato all’insaputa di sindaco e giunta 

Poi, per carità, povero assessore c’è pure da capirlo. Dritta, non gliene va dritta una.

Tanto per citare a memoria tre esempi recentissimi: piscina di viale Geno, lido di Viale Geno e manutenzione dei cimiteri, quest’ultimo passaggio incoronato da un capolavoro di Comunicato Stampa, giusto due giorni fa:

Gli si rompono pure gli attrezzi (la nota del Comune che segue non è stata alterata o manomessa) 

Infine, lo scivolone sui pannelli sonori per ipovedenti e ciechi in Comune.

Raccontavamo stamani come, a una mozione della Dem Patrizia lissi che chiedeva la semplicissima installazione di pannelli sonori negli uffici comunali (utilissimi per ciechi e ipovedenti), Pettignano abbia risposto:  “Gli uffici ritengono difficilmente praticabile un sistema di tabelloni anche vocali ai Servizi Demografici come ipotizzato dalla consigliera perché creerebbero inquinamento acustico nella sala anagrafe con possibile danno al benessere organizzativo dell’ufficio”.

Pettignano: “Tabelloni parlanti per ciechi all’Anagrafe? Creerebbero inquinamento acustico”. Aula in rivolta 

Ha poi aggiunto: “Oggi l’arrivo di un utente ipovedente viene attenzionato e gestito in modo prioritario e direttamente tramite personale dell’ufficio. Dunque l’intervento non è tra le priorità dell’amministrazione e il parere di giunta è contrario”. Come detto l’aula intera si è ribellata contro l’assessore, con toni anche durissimi.

Parole che hanno fatto insorgere l’aula – con rabbie bipartisan – e obbligato l’Unione Ciechi e Ipovedenti di Como, associazione operativa nelle disabilità quindi non un Soviet di bolscevichi, a intervenire per una durissima smentita.

L’Unione Ciechi smentisce Pettignano: “I pannelli sonori inutili? Assurdo, sono utilissimi, da anni collaboriamo con Asf per installarli nei bus” 

Subito dopo, nemmeno troppo in controluce, è parso palpabile l’imbarazzo del suo partito (ricordiamo: Fratelli d’Italia, cui Pettignano ha rocambolescamente aderito per rientrare in fretta e furia in giunta, dopo le dimissioni imposte da Forza Italia) che in una nota difende l’assessore ma si vede obbligato precisare l’ovvio: “La sensibilità di Fratelli d’Italia sulle persone diversamente abili e più in generale sulle tematiche sociali non può essere messa in discussione, i fatti lo dimostrano”, e ci mancherebbe altro.

Il comunicato, firmato dal commissario provinciale, Stefano Molinari è chiaramente atto d’ufficio (appunto) dal sapor del gesto dovuto. Parte dai cimiteri e arriva ai pannelli sonori, giocando molto in difesa:

Leggo sulla stampa la volontà della minoranza di presentare una mozione di sfiducia contro l’assessore Pettignano per la sua inefficienza relativa alla manutenzione cimiteri.

Vorrei innanzitutto ricordare che il problema non è certamente nato oggi e non mi pare che nel mandato precedente questa, come altre numerose problematiche, siano state affrontate e/o risolte (ci tengo a sottolineare il nulla fatto circa l’illuminazione pubblica).

L’efficienza nell’affrontare la questione in oggetto è direttamente proporzionali alle risorse che si hanno a disposizione, sia economiche sia tecniche. Tali risorse chieste da me, dalla delegazione di giunta e dai nostri rappresentanti in consiglio non sono mai state messe a disposizione all’assessore competente.

Le scelte del Sindaco sono andate in altra direzione.

Sulla mozione Lissi, l’assessore Pettignano ha riportato il parere del dirigente. Parere non condiviso da me, dal partito e dal gruppo consigliare. Fratelli d’Italia nella riunione di
maggioranza ha proposto e presentato un emendato accettato dalla proponente Lissi per superare il parere tecnico negativo.

La sensibilità di Fratelli d’Italia sulle persone diversamente abili e più in generale sulle tematiche sociali non può essere messa in discussione, i fatti lo dimostrano.

Insomma, caro Pettignano, nessuno ce l’ha con lei. Come per tutti i suoi colleghi si fa cronaca, si analizzano azioni, percorsi, scelte e dichiarazioni, si guarda sotto i tappeti. Si commettono anche errori ma comunque in un dialogo tra le parti.

Tornando all’inizio, trincerarsi dietro la semi-divinità plenipotenziaria di fantomatici uffici cui ogni sorte dipende, alla fine si rivela un boomerang. Come appena accaduto.

Niente da insegnarle, sai mai se la prendesse, solo l’invito a tornare alle buone pratiche della comunicazione, del confronto, pur duro.

Le piaccia o meno, il nostro mestiere e il suo mandato sono strettamente intrecciati. E di assessori che hanno fatto “cicca-cicca non ti parlo più” ne abbiamo conosciuti parecchi.

Evitiamo di mettere in imbarazzo l’Ufficio Stampa di Palazzo, eterodiretto e costretto a telefonate oggettivamente al limite della farsa (con una venatura metodologica che evoca atteggiamenti non luminosi). Creda, conviene anche a lei spiegare, raccontare, puntualizzare e certo pure smentire.

Tutto nel suo bene.

O, quantomeno, nel bene della città.

Il suo ruolo è pubblico e risponde ai cittadini.

Noi, che comunque anche cittadini siamo, stiamo in mezzo per mediare i fatti e controbilanciare quel potere che lasciato allo stato brado scivola spesso nell’autocelebrazione o in silenzi che sanno solo di arroccamento sospetto.

Dunque, siccome oggi tutti siamo obbligati a sottolineare l’ovvio (massima e sincera solidarietà al suo Commissario), ecco: lei lavora nella casa pubblica, per la cosa pubblica nominato da un sindaco scelto dalla maggioranza degli elettori.

Se lo segni.

 

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2 Commenti

  1. Che volete che dica uno che non ha portato nulla alla città. Zero risultati. Zero! Il nulla assoluto! Non possono volerci anni per fare dei bandi di gara. Ma il danno erariale non esiste più?

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