Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Sanità

Patrizia, sorriso e forza immensa di un’infermiera nel reparto Covid: “Sono un palombaro sudato e amo questo lavoro. Però basta negazionismi”

Della Patty scriviamo spesso perché è uno dei consiglieri comunali più conosciuti in città.

La pasionaria Dem, nostalgicissima del Mario (l’altro, Lucini, ex sindaco), acuta, sottile, generosa e  – quando d’uopo – elegantissima schiacciasassi in aula.

Oggi di Patrizia Lissi scriviamo per un intervento diverso, pieno, capace di toccare corde fragili e ferite, che in questi giorni raccontano la paura di tutti.

Patrizia è infermiera al Sant’Anna ed è tornata a lavorare nel reparto Covid.

Già, il numero dei contagi cresce.

E a numeri, ordinanze e divieti si somma il timore che, diavolo è comprensibile, ciascuno sente montare dentro ogni momento.

Allora, prima della beatificazione del dopo, delle litanie muffite sull’eroe o l’angelo (salvo poi dimenticare tutto nel dopo-dopo) ecco che forse è bene leggere l’oggi e l’adesso, quanto ha da raccontare arriva dalla linea più estrema, un posto dove si toccano letteralmente con mano contagio, malattia e morte.

Ecco:

Il tanto discusso ospedale in fiera costato una cifra assurda, leggo che verrà riaperto. Bene, dovevano farlo prima di riempire gli ospedali. Sono mesi che si parla di una seconda ondata di contagi.

Sono una delle ” prescelte” che è dovuta ritornare a lavorare nel reparto Covid.

Non voglio soffermarmi sul fatto che ho cambiato reparto, colleghi (tutti molto accoglienti con una caposala super), che mi sono dovuta rivestire come un palombaro con tutte le fatiche del caso, non voglio sottolineare la tensione e la fatica mentale che ti attanaglia ogni volta che entri al lavoro, non voglio ripetere che quando mi spoglio sono sudata dalla testa ai piedi con brividi di freddo per la maglietta, gli slip completamente bagnati.

Non voglio fare la vittima, è il mio lavoro. Non voglio sentirmi dire grazie, eroe o brava, no, mi innervosiscono questi commenti.

Covid – 263 nuovi positivi in provincia di Como e 4.125 in Lombardia. 36.400 i tamponi

Voglio solo sottolineare che come professionisti, (parola tanto usata e abusata), siamo considerati solo dei numeri, neanche il rispetto dell’età, sono la più vecchia del reparto. È anche scontato e non dovrebbe esserlo, che dobbiamo saper assistere un paziente chirurgico, un paziente con patologie mediche o infettive, indipendentemente dalla propria formazione.

Credo fortemente in questa professione, per me il paziente è stato sempre al centro della mia vita lavorativa, ho fatto di tutto perché lo fosse anche in momenti molto difficili ma sentirti trattata come un numero mi irrita molto.

Se non credi in quello che fai, se la tua etica professionale non è radicata profondamente e rinnovata ogni giorno, è veramente dura e non solo per l’ emergenza Covid.

Mi ritrovo ancora una volta a rivedermi con le mie debolezze, le mie fragilità ma anche molto forte davanti a queste immense fatiche.
Cosa mi aiuta? Pensare ai miei paziente sofferenti e pensare alle tante persone che hanno perso o perderanno il lavoro.

Chiedo solo di non trovarmi a leggere post di negazionisti, vi consiglio di evitarmi con cura potrei diventare cattiva e trascinarvi in ospedale senza protezione…ahahahah…e che ognuno faccia la sua parte

VIDEO Essenziali ma invisibili: i servizi (anche) all’ospedale dipendono da loro. “Eppure senza contratto, dimenticati”

CORONAVIRUS: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI DA COMO, LOMBARDIA E TICINO

3 Commenti

  1. Nessuno nega l’esistenza di tale virus.
    Nessuno nega la pericolosità di tale flagello.
    Ma perché non vengono mai forniti i dati relativi all’età media dei morti, alle patologie pregresse, alle terapie in atto prima del ricovero per Covid, I alla tossicità delle terapie farmacologiche in atto prima del ricovero?????
    Cosa si vuole nascondere???
    C’è gente che sta perdendo il lavoro o l’ha perso senza sapere se questo flagello colpisce gente già moribonda o meno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti: