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Solidarietà e Sociale

Il vino per Carmelo, il caffelatte per Annamaria. Tornano i Nipoti di Babbo Natale: più di 3mila desideri esauditi

Mentre qualcuno si preoccupa perché forse per le feste non potrà invitare tutti i parenti fino a quelli di quarto grado, c’è chi da mesi è senza l’abbraccio della sua famiglia, chiuso tra pareti che proteggono ma che, inevitabilmente, allontanano.

E chissà se ci sarà un altro Natale da festeggiare insieme per dimenticarsi questo, che sarà inevitabilmente malinconico. Loro sono gli anziani ricoverati nelle case di riposo, quelli che se va bene hanno una famiglia da salutare attraverso lo schermo di un cellulare, perché di abbracciarsi davvero ancora non se ne parla. Ma a volte non hanno neppure quella e i giorni rischiano di passare tutti uguali, compreso quello di Natale.

Per provare a portare il calore di un abbraccio anche a chi ha smesso di credere che le cose belle possano accadere, sono tornati anche quest’anno i Nipoti di Babbo Natale, un progetto portato tre anni fa a Como dall’associazione Un Sorriso in più Onlus, impegnata nel dare serenità agli anziani ricoverati, che permette a chiunque di realizzare il desiderio espresso da un “nonno”.

E mai come quest’anno il desiderio di far felici gli altri è stato così forte: “Finora abbiamo raccolto quasi 3900 desideri espressi da persone ricoverate in 200 case di riposo in tutta Italia (l’anno scorso in totale erano stati 2550, Ndr) – spiega Laura Bricola, referente del progetto – ma vanno letteralmente a ruba, man mano che li inseriamo vengono immediatamente prenotati”.

E così Natale Sparta, 89 anni, potrà ricevere l’orchidea da mettere accanto alla fotografia di sua figlia scomparsa, ma che resterà per sempre “la mia bambina. E il mio regalo lo dedico a lei”, come scrive nel suo messaggio. Antonietta, 82 anni, invece riceverà un portaritratto a forma di cuore “per mettere una foto di me con le mie due figlie. Sono il senso della mia vita” e Annamaria a 80 anni farà colazione con caffelatte e panettone perché “quando ero piccola ed era tempo di guerra il panettone non potevo permettermelo e facevo colazione con il pane (se c’era) o le castagne e latte”. E visto che non si può uscire, l’ottantenne Carmelo potrà consolarsi con una cena a domicilio con un calice di rosso “da offrire anche a un amico”.

“Sono tanti quelli che ci chiamano perché trovano la lista già esaurita – spiega Laura – ogni giorno però aderiscono nuove strutture e speriamo di accontentare tutti, donatori e nonni. Il nostro obiettivo è far felici tutti”.

Quel che è certo è che, insieme ai desideri che verranno esauditi, non mancherà il calore dei ‘nipoti’ per i loro ‘nonni per un giorno’: “La parte più preziosa di questa iniziativa sono i messaggi che accompagnano i regali – conclude Laura – quest’anno è impossibile consegnare personalmente i pacchetti ma alcune strutture si stanno organizzando per fare dirette Skype nel momento della consegna. Oppure per farli accompagnare da brevi video. Troveremo sicuramente un modo per portare anche il calore di un abbraccio”.

Per diventare Nipoti di Babbo Natale occhio alla lista dei desideri su nipotidibabbonatale.it.

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