Il dibattito aveva tenuto banco la scorsa primavera.
A lanciare il tema, il consigliere comunale di Svolta Civica, Vittorio Nessi, con queste testuali parole:
“Rischiamo che Como diventi una piccola Venezia cannibalizzata da un’orda di gitanti domenciali che consumano le risorse comuni senza un ritorno di immagine e di qualità, sottraendo la città ai comaschi e alle loro occupazioni tradizionali sempre più incalzati da un massa difficilmente controllabile di persone interessate a passaggi mordi e fuggi”. Qui sotto l’articolo integrale.
Ebbene, almeno in parte – non quella comasca – la “profezia” di Nessi ha trovato un riscontro: a Venezia il prossimo anno scatterà la gestione dei flussi turistici giornalieri, peraltro già sperimentata in alcune occasioni come il Carnevale, ma poi ibernata dagli effetti della pandemia.
Nella città laguanare rriveranno veri e proprio tornelli e varchi elettronici i nei punti di accesso e un’app che consentirà di prenotare e di pagare il contributo di accesso, volgarmente noto come “tassa di sbarco”.
Dal pagamento saranno esentati i residenti, i pendolari e altre categorie.
“Ci saranno dei tornelli come quelli del supermercato – ha già anticipato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro – e con una app si potrà passare, in base alla disponibilità che si ha. Se uno è un cittadino, avrà sempre la chiave del cancello, se uno è un ospite ce l’avrà per il periodo in cui è ospite. Con il contributo d’accesso possiamo usare la leva finanziaria per dissuadere le persone che non hanno prenotato l’ingresso alla città. Nell’arco di uno, due o tre anni, vedremo come andrà la pandemia, ma Venezia non si fermerà”.