Una ferita profonda che ha devastato un’intera comunità, quella comasca e non solo. Parliamo dell’incendio dell’amatissimo Monte Goj (qui e qui tutte le cronache) che ha funestato i racconti dello scorso agosto.

Colle-bastione della Spina Verde, generoso e fortissimo custode della Valbasca, immensa e preziosa oasi verde, patrimonio che così ce ne sono pochi nel Paese. Tanto che il colle, la Valbasca l’ha protetta sul serio tra sentieri, ruscello e canile. Un miracolo assoluto per cui si devono solo ringraziare le squadre intervenute: vigili del fuoco in primis, poi protezione civile e tutti gli enti coinvolti.


Ma il prezzo pagato dal Monte Goj è stato altissimo. Oggi si mostra in un autunno innaturale, una mistificazione visibile per colpa unica delle fiamme. In attesa delle indagini in corso, con la gravissima ipotesi del dolo, mostriamo le foto scattate poche ore fa dalla nostra affezionata lettrice, Sara Alice Bianchi. Istantanee che mostrano quel che resta del versante Nord. E’ un colpo al cuore.

Ma poi, per fortuna e si sa, la natura (etimologicamente bellissimo dal latino, participio passato natus del verbo nasci: ciò che sta per nascere, che è generato) si riprenderà ciò che le spetta per diritto sacrosanto. E naturale, appunto:

