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Ambiente, Attualità

L’insetto devastante per parchi e giardini lombardi: “Nessun allarmismo”. “Ma non basta dire che le piante si riprenderanno”

Sul fronte Popillia japonica nei giorni scorsi Regione Lombardia ha sottolineato come nessun allarmismo, sull’insetto invasivo Regione Lombardia è in prima linea per contrastarne la diffusione. Lo ribadisce l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, facendo il punto sull’attività regionale di contrasto alla diffusione dell’insetto invasivo che, in questi giorni, è facilmente osservabile su numerose specie ornamentali del verde urbano e su alcune colture agricole.

“L’invito ai cittadini – afferma Beduschi – è quello di evitare inutili allarmismi. La presenza di Popillia japonica in Lombardia è un fenomeno noto e monitorato da anni, che non rappresenta alcun pericolo per la salute dell’uomo o degli animali. Anche per quanto riguarda le piante, nella maggior parte dei casi i danni sono limitati e la vegetazione è in grado di riprendersi nel corso della stessa stagione vegetativa o in quella successiva”.

“Dal 2014 – ricorda l’assessore Beduschi – Regione Lombardia è impegnata con continuità nel contenimento di questo insetto, operando nel rispetto della normativa fitosanitaria europea e nazionale e in stretto coordinamento con il Tavolo tecnico-scientifico nazionale. L’eradicazione non è tecnicamente possibile, ma il nostro obiettivo è rallentarne la diffusione e limitarne gli effetti sulle produzioni agricole e sull’ambiente”.

Nel corso degli anni Regione Lombardia ha realizzato estese campagne di monitoraggio, introdotto sistemi innovativi di contenimento come le reti insetticide ‘attract & kill’ e sviluppato interventi di biocontrollo su migliaia di ettari, affiancando a queste attività oltre 10 milioni di euro di finanziamenti destinati, nell’ambito di specifici bandi, alla prevenzione delle calamità biotiche e alla tutela delle produzioni agricole.

“L’insetto – sottolinea l’assessore – è ormai presente in ampie aree della Lombardia e, proprio per questo motivo, non è necessario inviare segnalazioni al Servizio fitosanitario regionale, che conosce già la situazione e continua a monitorarne l’evoluzione con strumenti scientifici dedicati”.

Beduschi richiama inoltre l’attenzione sull’adozione di comportamenti corretti. “Sconsigliamo – dice – l’utilizzo delle trappole nei giardini privati perché, anziché risolvere il problema, possono attirare un numero ancora maggiore di insetti, provocando danni più consistenti alla vegetazione circostante. Allo stesso modo, è da evitare l’impiego indiscriminato di prodotti insetticidi sul verde pubblico e privato”.

“L’attività del Servizio fitosanitario regionale – conclude l’assessore Beduschi – è rivolta al monitoraggio e al coordinamento delle azioni di contenimento previste dalla normativa e non comprende interventi di disinfestazione sul verde pubblico o privato. Tutte le indicazioni aggiornate per una corretta gestione delle infestazioni sono disponibili sul portale del Servizio fitosanitario regionale, dove cittadini, imprese e amministrazioni possono trovare informazioni tecniche e buone pratiche da seguire”.

In queste ore poi è intervenuta Elisabetta Patelli esponente di Avs e storica attivista ambientale:

Prendiamo atto delle dichiarazioni diffuse da Regione Lombardia sulla presenza della Popillia japonica, con le quali si invita giustamente a evitare inutili allarmismi e si ricorda che l’eradicazione della specie non è più tecnicamente possibile.

Desideriamo precisare fin da subito che condividiamo la necessità di evitare allarmismi: la Popillia japonica non rappresenta un pericolo per la salute delle persone o degli animali domestici. Non punge, non morde, non è un insetto “aggressivo” e non costituisce un rischio sanitario. Il problema è un altro: i danni che può arrecare al patrimonio vegetale, all’agricoltura e, in particolare, al verde urbano.

Proprio per questo alcuni passaggi della comunicazione regionale meritano una riflessione più approfondita.

In particolare lascia perplessi l’affermazione secondo cui, essendo ormai l’insetto ampiamente diffuso sul territorio, non sarebbe più utile effettuarne la segnalazione. È comprensibile che il Servizio fitosanitario disponga già di una rete di monitoraggio scientifico, ma questo non significa che le osservazioni provenienti dai cittadini abbiano perso ogni utilità. Al contrario, possono contribuire a individuare tempestivamente focolai particolarmente intensi, monitorare l’evoluzione dell’infestazione e orientare le priorità di gestione del territorio.

Altrettanto riduttiva appare l’affermazione secondo cui, nella maggior parte dei casi, le piante sarebbero in grado di riprendersi nella stagione successiva e che, per questo, non siano previsti interventi specifici sul verde pubblico.

È vero che molti alberi sopravvivono alle defogliazioni provocate dalla Popillia japonica, ma questo non significa che il problema possa essere considerato trascurabile. La perdita della superficie fogliare riduce la capacità fotosintetica delle piante, aumenta lo stress fisiologico e ne compromette la resilienza, soprattutto in estati caratterizzate da temperature estreme e periodi di siccità sempre più frequenti.

Il tema, inoltre, non riguarda soltanto la sopravvivenza delle piante. Riguarda anche la qualità della vita nelle nostre città. Alberi fortemente defogliati offrono meno ombra, riducono la loro capacità di mitigare le isole di calore, assorbono meno anidride carbonica e svolgono con minore efficacia le funzioni ecosistemiche di cui il verde urbano è chiamato a garantire.

Per questo riteniamo insufficiente limitarsi a fornire indicazioni ai privati senza prevedere una strategia dedicata alla gestione del patrimonio arboreo pubblico. Non chiediamo interventi indiscriminati né trattamenti chimici generalizzati, che potrebbero risultare dannosi. Chiediamo invece un piano regionale di monitoraggio e gestione del verde urbano che individui le situazioni più critiche, definisca protocolli naturalidi intervento per i Comuni, promuova metodi di controllo sostenibili e accompagni le amministrazioni nella tutela di un patrimonio che rappresenta una delle principali difese contro la crisi climatica.

La presenza della Popillia japonica è ormai una realtà con cui convivere. Proprio per questo non può essere affrontata con la sola rassicurazione che “le piante si riprenderanno”. Serve una politica di adattamento che tenga insieme tutela del verde, salute degli alberi e qualità ambientale delle nostre città.

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