“Ora e sempre no alla Tangenziale di Como”. Toni d’altri tempi per lo slogan finale della lunga presa di posizione dei Fridays For Future comaschi dopo la notizia dell’ordine del giorno proposto dalla Lega alla Camera e approvato per spingere il governo a trovare fondi e modi per concludere l’opera tronca.
Il gruppo ambientalista, però, non ci sta e puntano a smontare le argomentazioni dei parlamentari leghisti a favore dell’eventuale realizzazione del secondo lotto.
Tangenziale di Como, passa l’Odg dei parlamentari leghisti: “Il governo si impegni a finirla”
Secondo i Friday, i parlamentari leghisti “errano, perché non vedono quali investimenti più sostenibili si potrebbero fare per “velocizzare” i collegamenti, con 600 milioni di euro (o più). Errano, perché ad oggi continuano a sostenere un’opera “faraonica”, nonostante non ci sia un’analisi sulle origini e le destinazioni del traffico passeggeri e merci sul territorio comasco”.
“I parlamentari leghisti dovrebbero, dopo aver visto la comprensibilissima “rabbia” dei cittadini che ogni giorno si vedono sotto casa colonne di auto che generano traffico e smog, affrontare il problema della “mobilità” alla radice – prosegue la nota – Perché al posto di continuare a investire in opere che incentivano la mobilità privata su gomma, non si considerano ferrovie, bus, ciclabili e logistica delle merci sostenibile?”.
Venendo alle proposto, gli ambientalisti ne formulano alcune, tutte alternativa al completamento della Tangenziale di Como.
A nostro parere servono:
Più mezzi pubblici al fine di sopperire alla carenza dell’attuale offerta del trasporto pubblico su gomma.
Più bus sulle tratte extraurbane in modo da garantire a tutta la popolazione di usufruire dei mezzi collettivi.
Più investimenti sui servizi ferroviari esistenti.
Più treni sulla Como-Lecco, visto che alla mattina ci sono solo 6 treni dalle 6.00 alle 12.00 e nei festivi neppure ci sono.
Più investimenti al fine di migliorare l’integrazione dei mezzi di trasporto nelle stazioni.
Più piste ciclabili sul territorio in modo da garantire alla gente i brevi spostamenti in tutta sicurezza con l’uso della bicicletta.
Più investimenti al fine che le merci viaggino su rotaia e non su gomma.
Più investimenti per ripristinare gli scali merci che sono stati dismessi.
Più investimenti al fine di migliorare la logistica dei corrieri merci.
La conclusione: “Non sarà la tangenziale di Como a risolvere i problemi di traffico presenti in provincia. E’ inutile che la Lega continua a fare propaganda politica su un’opera fallita in partenza e senza una minima sostenibilità economica (ancor peggio la sostenibilità ambientale). Punto numero due. Quando i leghisti parlano di “opera” che incentiverà il lavoro e le nostre aziende, dimenticano quanti posti di lavoro si potrebbero creare attorno alla conversione ecologica del nostro paese! Ora e sempre, no alla tangenziale di Como!”.
Da segnalare, infine, che anche il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” si è schierato sulle identiche posizioni di contrarietà all’infrastrutture: “Il 2° lotto della tangenziale di Como non servirebbe per risolvere i problemi della mobilità nel territorio. Al contrario sottrarrebbe risorse (pubbliche) per altri interventi a sostegno della mobilità pubblica e leggera, oltre che avere un pesante impatto ambientale. No al secondo lotto della tangenziale di Como. No a nuove e inutili strade”.