Nelle aree urbane a scarsa copertura arborea, le temperature estive possono superare di oltre 5 gradi quelle delle zone circostanti: un problema ben noto – soprattutto in estate e in questi giorni roventi – nelle città della Lombardia. L’asfalto, infatti, accumula calore durante il giorno e lo rilascia lentamente nelle ore serali, mentre le piogge intense trovano un suolo impermeabile incapace di assorbirle.
Cos’è il depaving e come combatte il cambiamento climatico
Una delle risposte alle sfide del cambiamento climatico è il depaving, ovvero la deimpermeabilizzazione degli spazi urbani. Una strategia che prevede la rimozione di strati di asfalto e cemento da aree come strade, parcheggi e piazze, per riportare alla luce il suolo sottostante. Alberi, superfici erbose e suolo permeabile generano benefici concreti: riducono il calore, favoriscono il drenaggio delle acque e contribuiscono alla creazione di rifugi climatici, luoghi capaci di offrire protezione durante le ondate di calore.

Il caso studio di Piazzale Borri a Parma
L’esempio a cui anche la Lombardia guarda viene da Parma, dove l’asfalto lascia spazio alla natura, con il primo progetto di deimpermeabilizzazione in area urbana. Nato da un’idea del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma in collaborazione con il Comune di Parma, l’intervento di rigenerazione urbana interessa Piazzale Borri, in pieno centro storico.

Il progetto prevede la messa a dimora di 122 tra alberi, arbusti e piante erbacee. Il cantiere, avviato il 4 maggio, si concluderà entro la fine del 2026. È sostenuto da Fondazione Cariparma e dai soci Chiesi Farmaceutici, Davines Group, Molino Grassi, Ara Group e Gea Fun, ed è nato da un processo partecipato che ha coinvolto residenti, scuole, associazioni e commercianti della zona.
«Parma sta diventando un laboratorio concreto di rigenerazione urbana. Interventi come quello di Piazzale Borri dimostrano che è possibile restituire qualità agli spazi pubblici lavorando insieme: Comune, imprese e città con la natura come alleata» ha dichiarato Michele Guerra, sindaco di Parma.
I numeri della rigenerazione urbana di KilometroVerdeParma
| Indicatore | Impatto e Risultati del Progetto |
| Intervento Piazzale Borri | 122 tra alberi, arbusti e piante erbacee |
| Territorio imboschito dal 2020 | 90 ettari di territorio parmense |
| Patrimonio arboreo piantato | Oltre 103.000 alberi e arbusti |
| Educazione ambientale | Quasi 20.000 studenti coinvolti |
| Stima benefici ecosistemici (30 anni) | Tra 3 e 13 milioni di euro (studio Vsafe – Università Cattolica) |
Il valore degli alberi come infrastruttura urbana viva
Il progetto si inserisce nel percorso più ampio di KilometroVerdeParma, Consorzio Forestale che dal 2020 ha imboschito 90 ettari di territorio parmense, piantato oltre 103.000 alberi e arbusti e coinvolto quasi 20.000 studenti in percorsi di educazione ambientale. I benefici sono misurati: uno studio di Vsafe (spin-off Università Cattolica) ha stimato tra 3 e 13 milioni di euro di benefici ecosistemici nei prossimi trent’anni per gli interventi già realizzati lungo la Tangenziale San Leonardo.

«Significa riconoscere gli alberi come parte integrante della città, veri e propri abitanti dello spazio urbano. Non sono un elemento decorativo, ma parte di un sistema vivo in cui natura e persone possono cooperare. Ripensare i nostri spazi significa costruire un nuovo equilibrio, dove gli alberi non siano semplicemente presenti, ma partecipino alla qualità dei luoghi che habitiamo» ha dichiarato Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma.