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“Inqualificabili dichiarazioni del sindaco in consiglio comunale. Gravissimo chiudere una scuola a 30 giorni dal via”

Alla vigilia dell’approdo in consiglio comunale Documento Unico di Programmazione (Dup), in cui l’amministrazione comunale delinea obiettivi e iniziative per realizzarli, i consiglieri del Pd Patrizia Lissi e Stefano Legnani tornando a criticare pesantemente il sindaco Alessandro Rapinese per come sta gestendo le scuole. In particolare, ovviamente, la primaria Corridoni di via Sinigaglia, che il primo cittadino ha annunciato di voler chiudere già a settembre per farci un autosilo, forte anche di una prima sentenza al Tar favorevole, ma con conseguenze ancora poco definite per studenti e famiglie.

I due esponenti dem definiscono “inqualificabili dichiarazioni del Sindaco in Consiglio Comunale sulla decisione di chiudere la scuola di Via Sinigaglia dal prossimo settembre” e poi vanno al punto: “Senza un’approfondita analisi di tutti i dati relativi all’intero territorio comunale (domanda e offerta scolastica, andamento demografico, reale situazione di occupazione degli edifici considerando tutti i servizi scolastici offerti, ecc.) e senza un vero confronto con tutte le componenti del mondo della scuola (dirigenti, insegnanti e famiglie), qualsiasi decisione sul dimensionamento scolastico si traduce, come si è verificato, in scelte prive di una vera motivazione”.

“A ciò – aggiungono Lissi e Legnani – si aggiunge la gravità di avere comunicato la chiusura della scuola poco più che trenta giorni prima dall’inizio del prossimo anno scolastico con molte famiglie già partite per le vacanze e che in pochi giorni saranno costrette a decidere dove mandare i propri figli e a rivoluzionare la propria vita. E ciò oltretutto in assenza dei necessari interventi di adeguamento degli edifici scolastici dove dovrebbero essere trasferite le classi della Corridoni. Senza contare che la decisione del TAR, che ha respinto il ricorso delle famiglie, non è definitiva essendosi in attesa di quella che assumerà il Consiglio di Stato. Prudenza, o anche semplice buon senso, avrebbero dovuto quindi indurre l’Amministrazione Comunale ad attendere la fine del percorso giudiziario prima di assumere una decisione definitiva sulla chiusura di una scuola frequentata da oltre 200 bambini”

Infine, i consiglieri affermano “che il buon senso non opera a Palazzo Cernezzi dove si preferisce affermare l’arroganza del potere piuttosto che una buona amministrazione a favore dei cittadini. Ancora una volta invitiamo sindaco, giunta e consiglieri comunali di maggioranza a rivedere la decisione. La ferita che state portando alla comunità è profonda”.

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