Continuano ad arrivare riflessioni e prese di posizione dopo il drammatico annegamento della bimba di soli 10 anni nello specchio di lago davanti al Tempio Voltiano di Como, dove immergersi è vietato. Di seguito, ospitiamo l’intervento di Luciano Grammatica, Responsabile organizzativo per Como e Provincia del Partito Popolare del Nord, che sottolinea “una situazione di pericolo nota da tempo e rimasta colpevolmente irrisolta” affermando che “la tragedia, consumatasi in un’area centrale della città e sotto gli occhi di molti, non può essere derubricata a mera fatalità”.
“Oggi lo Stato e i suoi rappresentanti istituzionali comaschi devono sentirsi un po’ responsabili di quanto successo, perché era una tragedia annunciata e sono stati muti ed inerti spettatori – aggiunge Grammatica – Non si può lasciare alle persone la libertà di utilizzare quella spiaggia in spregio alle restrizioni senza introdurre nessun strumento di deterrenza possibile”.
La proposta: presidio militare fisso nell’area della “spiaggetta”

Il Partito Popolare del Nord propone dunque una soluzione concreta e immediata: l’impiego dei militari già presenti in città per un presidio fisso nell’area della spiaggetta: “Attualmente, sei militari pattugliano le vie cittadine senza una specificità chiara; dirottare queste forze come presidio di deterrenza fisso permetterebbe di far rispettare i divieti senza se e senza ma, evitando che simili tragedie possano ripetersi. Bisogna decidere una volta per tutte se quella zona è pericolosa o meno. Se lo è, lo Stato ha il dovere morale e civile di metterla in sicurezza con ogni mezzo” chiude la nota.
Il Partito Popolare del Nord infine esprime anche “la massima vicinanza alla famiglia della piccola vittima, ribadendo che l’impegno politico resterà volto a far sì che simili eventi non debbano mai più accadere”.
