Riflessione decisamente originale quella che ci arriva dal lettore Marco Facciano sulla tendenza ormai inarrestabile anche a Como si allestire tavolini esterni da parte dei locali anche a costo di ricavare gli spazi in posti scomodi o poco decoroso anche per chi mangia. Di seguito la lettera [per inviare riflessioni, lettere, segnalazioni foto e video scrivere a redazionecomozero@gmail.com o al whatsapp di redazione 335.8366795].
Buonasera,
non riesco a capire: tutti i locali cittadini, post covid, hanno avuto il permesso di mettere tavolini sul selciato pubblico (mi auguro che il comune incassi molto da queste licenze). E il ristoratore lo comprendo.Quello che non riesco a capire è come il cliente possa essere felice di avere un posto all’aperto che, anzichè nei vecchi dehors, si trova su una strada: In mezzo a gente che passa, sopra un marciapiede, con le auto che sollevano una dolce brezza dai tubi di scappamento e soprattutto in mezzo alla spazzatura che soprattutto la sera viene lasciata in strada per la raccolta. Oggi ho visto un signore che mangiava in un tavolino da solo rivolto verso i bidoni della spazzatura a meno di due metri. Non l’ho fotografato per una profonda tristezza nei suoi confronti che mi è sopravvenuta
Dal canto mio quando mi chiedono se voglio stare fuori, dico sempre no a meno che il posto sia in una corte interna. Che tristezza.
Inoltre è appena finita la stagione invernale, che a questa follia ha aggiunto dei simpatici funghetti a gas con dispersione 100% in un periodo di crisi energetica e climatica. Di nuovo, che tristezza.
Mettiamo una tassa comunale carissima sui posti all’aperto su suolo pubblico, così alla gente passerà la voglia di mangiare in mezzo alla spazzatura e ritroverà un briciolo di dignità.
Distinti Saluti,
Marco Facciano