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Biella, l’orrore del forno. Primi racconti e risposte all’appello per la class-action comasca

Sono soprattutto le storie a toccare per verità, umanità.

Vicende cariche di tristezza, del dolore di una perdita. Vicende che si intrecciano con un unico, agghiacciante, denominatore comune: un proprio caro finito nel “Tempio”, il maledetto forno crematorio di Biella, ora al centro di un’indagine per presunti abusi sui corpi.

QUI TUTTI LE CRONACHE

Dopo il nostro appello sono arrivate numerose segnalazioni, messaggi, mail. Comaschi che raccontano come allo strazio della morte si unisca il sospetto, il terrore che al proprio congiunto, dopo il funerale, sia toccata anche l’umiliazione di un corpo abusato.

Molti racconti già evidenziano dettagli, particolari in un primo momento accantonati, rimossi nei giorni più difficili. Stiamo raccogliendo, catalogando ogni segnalazione: gireremo tutto all’avvocato che sarà scelto tra qualche settimana, quando avremo costituito il primo gruppo di persone pronto a dar vita alla class-action.

Ieri abbiamo raccontato l’iniziativa congiunta: L’orrore del forno crematorio, NewsBiella e ComoZero uniti per la class action (e per le nostre mamme). Ecco come fare.

Come detto, da subito la risposta è stata forte, incoraggiante. Sono moltissime le famiglie che vogliono aderire all’iniziativa. Così ribadiamo il modo, abbiamo aperto questo indirizzo mail: comovittimefornobiella@gmail.com.

Chiunque negli ultimi due anni abbia fatto cremare un proprio caro a Biella può scriverci, obiettivo è organizzare un incontro pubblico e individuare un legale che possa rappresentare tutti. Più persone sceglieranno di muoversi insieme, più sarà agevole monitorare l’andamento delle indagini e tutte le – eventuali – fasi successive.

Non sarà facile, né indolore, anzi. Bisogna metterlo in conto.
Vi preghiamo di scrivere specificando nome, cognome e numero di telefono. Appena possibile creeremo un gruppo WhatsApp per comunicare in modo più snello.

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