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Como, la bolletta quasi triplicata va in vetrina: “Per spiegare le nostre difficoltà. Eppure non molliamo, anzi”

Caro energia, se a Varese baristi e ristoratori, in seguito a un’iniziativa di Fipe Confcommercio hanno deciso, a partire dai prossimi giorni, di esporre in vetrina le bollette esorbitanti degli ultimi mesi ( qui l’iniziativa) c’è chi a Como lo sta già facendo. I problemi causati alle attività commerciali dai rincari dei costi energetici sono infatti allarmanti soprattutto in vista dell’inverno.

E così questa mattina sulle vetrine della cartoleria “Mille cosine” di viale Rosselli sono comparse le foto di due bollette dell’elettricità (foto sotto, nel cerchio rosso). La prima, del luglio 2021, da 87 euro, la seconda invece del luglio 2022 che è quasi triplicata arrivando a 240 euro.

“La situazione in effetti è preoccupante. Già da tempo pensavo a come far sapere ai nostri clienti le difficoltà che viviamo quotidianamente. Io stessa sono madre e tra aumenti, seppur contenuti per il materiale scolastico (la testimonianza), bollette sempre più salate e altri rincari, diventa complesso andare avanti. E la paura è di trovarci solo all’inizio”, dice la titolare Cinzia Coppola.

Ecco dunque l’idea di far vedere concretamente cosa significhi dover far fronte ad aumento così elevati per poter mandare a vanti un’attività. “Ma noi non molliamo, anzi in controtendenza ho deciso di applicare degli sconti e di fare delle promozioni proprio ora. Meglio guadagnare qualcosa in meno ma avere più clienti. Certo se gli incrementi nelle bollette dovessero continuare o aumentare allora tutto diventerebbe ancora più difficile” aggiunge la titolare.

E la sfida al periodo complicato non finisce qui: “Nei prossim mesi apriremo un altro negozio simile sempre in città. Insomma noi ci crediamo, certo se però le bollette dovessero continuare ad essere così care tutto si complicherebbe. Intanto noi adotteremo piccoli accorgimenti per cercare di limitare i costi, ad esempio spegneremo le luci delle vetrine di notte per risparmiare”, conclude un’ottimista Cinzia.

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