NUOVO PONTILE DI VILLA MARGHERITA
Richiesta di verifica, sperimentazione e tutela delle attività nautiche professionali del primo bacino del Lago di Como
Gli operatori professionali della nautica del primo bacino del Lago di Como intendono sottoporre all’attenzione delle Autorità competenti, delle Forze dell’Ordine, dell’Amministrazione comunale, degli enti territoriali e delle rappresentanze politiche alcune rilevanti criticità relative all’imminente trasferimento delle operazioni di imbarco e sbarco dal pontile di Sant’Agostino al nuovo approdo di Villa Margherita.
La nostra posizione non è contraria alla regolamentazione del settore. Al contrario, riteniamo che la straordinaria crescita della nautica turistica sul Lago di Como renda oggi indispensabili regole chiare, controlli, infrastrutture adeguate e una sempre maggiore attenzione alla sicurezza.
Riteniamo tuttavia altrettanto necessario che qualsiasi nuova regolamentazione sia concretamente compatibile con la realtà del lavoro quotidiano, con i volumi raggiunti dal turismo sul Lago di Como, con le caratteristiche della navigazione nel primo bacino e con la necessità di garantire la continuità delle attività economiche regolarmente esercitate.
UN SETTORE CHE IN POCHI ANNI HA CAMBIATO DIMENSIONE
La nautica turistica sul Lago di Como ha conosciuto negli ultimi anni una crescita eccezionale. I dati resi pubblici negli ultimi anni indicano una progressione molto significativa degli operatori di noleggio e locazione.
Nel confronto istituzionale sulla sicurezza del primo bacino del luglio 2025 è stato inoltre riportato che le società riconducibili alle attività comunemente definite “taxi boat” erano passate da 23 a 365 nell’arco di circa tre anni, con una fortissima concentrazione dell’attività nel primo bacino e sull’approdo di Sant’Agostino.
Anche l’attività di controllo testimonia la dimensione raggiunta dal fenomeno: nel 2025 risultavano controllati 353 natanti nell’arco di appena due mesi, contro 311 nell’intero 2024.
Non utilizziamo questi numeri per contestare la necessità di regolamentazione. Al contrario: proprio questi numeri dimostrano quanto sia necessario disporre di infrastrutture, sistemi di accesso e procedure dimensionati sulla realtà attuale e non su quella esistente alcuni anni fa.
I FLUSSI REALI DI SANT’AGOSTINO
Il punto fondamentale riguarda i volumi che il nuovo approdo sarà chiamato ad assorbire. Nel corso del 2025 sono stati riportati picchi fino a circa un migliaio di imbarchi nell’arco di un weekend presso Sant’Agostino.
In un’altra rilevazione effettuata direttamente sul posto risultavano contemporaneamente tre imbarcazioni accostate al pontile, cinque all’interno del porto in attesa o in manovra e altre tre immediatamente all’esterno.
Si tratta quindi di un’attività caratterizzata da flussi importanti e soprattutto non uniformemente distribuiti durante la giornata. Esistono inevitabilmente orari di punta nei quali numerose imbarcazioni possono presentarsi contemporaneamente per effettuare operazioni di imbarco e sbarco.
È su questi numeri e su queste condizioni operative reali che, a nostro avviso, deve essere valutata l’idoneità del nuovo sistema.
IL LIMITE DI SEI PERSONE E LA CAPACITÀ OPERATIVA DEL PONTILE
Tra le prescrizioni previste per il nuovo approdo risulta un passaggio contemporaneo sul pontile limitato a sei persone.
Non intendiamo mettere in discussione certificazioni o verifiche tecniche senza avere preventivamente acquisito la relativa documentazione. Riteniamo tuttavia indispensabile comprendere quale sia l’origine tecnica di tale limite e, soprattutto, verificarne la compatibilità con la funzione alla quale l’infrastruttura viene destinata.
Un conto è la sicurezza strutturale del pontile. Altro tema è la sua capacità operativa. Un’infrastruttura può essere perfettamente conforme dal punto di vista tecnico e, contemporaneamente, risultare non adeguatamente dimensionata rispetto ai flussi che deve gestire.
Se Villa Margherita è destinata a sostituire il principale punto di imbarco e sbarco della nautica professionale della città, riteniamo necessario verificarne il comportamento con decine di imbarcazioni operative, numerosi passeggeri e ripetute operazioni di accosto nell’arco della giornata.
Per questo chiediamo che vengano messi a disposizione degli operatori e delle Autorità interessate il progetto, il collaudo, le certificazioni e le eventuali prescrizioni tecniche relative alla struttura, con particolare riferimento alle ragioni del limite di sei persone contemporaneamente.
SICUREZZA: SERVE UNA VERIFICA NELLE CONDIZIONI REALI
La sicurezza non può essere valutata considerando soltanto il pontile o una singola imbarcazione in fase di accosto.
Villa Margherita si trova all’interno di uno specchio d’acqua interessato dal normale traffico del primo bacino, dalla navigazione professionale e privata e dal passaggio delle unità della Navigazione pubblica, comprese unità in grado di generare moto ondoso significativo.
La valutazione dovrebbe quindi riguardare l’intero sistema: arrivo delle imbarcazioni, eventuale attesa in acqua, accosto, movimentazione dei passeggeri, ripartenza, presenza contemporanea di altre unità e comportamento del pontile in presenza di moto ondoso.
Per questo proponiamo una vera fase di sperimentazione nelle condizioni di alta stagione e di massimo utilizzo. Non si tratta di mettere in discussione il lavoro dei tecnici. Si tratta di completarlo con una verifica operativa della funzione concreta alla quale l’infrastruttura viene destinata.
DOCKPASS: LA DIGITALIZZAZIONE È POSITIVA, MA DEVE ESSERE COMPATIBILE CON IL LAVORO
CSU ha introdotto la piattaforma digitale DockPass quale condizione necessaria per l’utilizzo del nuovo approdo. Gli operatori devono essere preventivamente registrati e abilitati e, per ciascuna operazione di imbarco o sbarco, è prevista la prenotazione dell’orario di accesso e il pagamento della relativa tariffa.
Lo stesso gestore ha indicato come obiettivo preliminare circa cento operatori registrati prima della piena apertura del pontile. Questo numero rende evidente la dimensione del sistema che la piattaforma dovrà gestire.
Un operatore non effettua necessariamente un solo servizio al giorno. La stessa imbarcazione può effettuare più tour e ogni servizio può comportare un imbarco e un successivo sbarco. Nei periodi di maggiore attività si può quindi arrivare a centinaia di singole operazioni giornaliere.
Non siamo contrari alla digitalizzazione degli accessi. Riteniamo anzi che un sistema digitale ben progettato possa migliorare notevolmente organizzazione e sicurezza. Ma deve essere uno strumento al servizio dell’attività e non diventare un elemento che ne determina indirettamente la capacità produttiva.
PRENOTAZIONI ONLINE E LAST MINUTE
Il turismo sul Lago di Como è profondamente cambiato. Una parte sempre maggiore delle prenotazioni viene acquisita attraverso siti internet, agenzie, concierge, strutture ricettive e grandi piattaforme turistiche internazionali.
Una prenotazione può essere ricevuta settimane prima, ma anche poche ore o pochi minuti prima della partenza. Le imprese hanno investito importanti risorse in imbarcazioni, personale, promozione, siti internet e sistemi di vendita proprio per poter rispondere a questa domanda.
Non sarebbe pertanto accettabile che la disponibilità commerciale di un’impresa venisse determinata dalla disponibilità di uno slot di accesso al pontile. Se un’azienda dispone di imbarcazione, personale e cliente per effettuare regolarmente un servizio, il sistema organizzativo dell’approdo non dovrebbe costringerla a chiudere preventivamente le proprie disponibilità online o a rifiutare una prenotazione che sarebbe perfettamente in grado di soddisfare.
In quel caso non parleremmo più soltanto di regolamentazione degli accessi. Parleremmo di una concreta limitazione della capacità di lavorare e produrre fatturato delle imprese.
LA NAVIGAZIONE NON PUÒ ESSERE GESTITA CON ORARI ASSOLUTAMENTE RIGIDI
Esiste poi una caratteristica propria della navigazione che deve essere necessariamente considerata. Un’imbarcazione può accumulare un ritardo. Un cliente può presentarsi in ritardo. Le condizioni meteorologiche possono cambiare. Il traffico nautico può modificare i tempi di percorrenza. Un tour può richiedere alcuni minuti in più. Può verificarsi la necessità di effettuare uno sbarco non programmato. Si tratta di situazioni normali e spesso completamente indipendenti dalla volontà dell’operatore.
LE LOCAZIONI SENZA CONDUCENTE E LE BARCHE CONDUCIBILI SENZA PATENTE
Esiste poi una questione ulteriore che riteniamo particolarmente importante e che, allo stato delle informazioni pubblicamente disponibili, non appare ancora risolta.
Sul Lago di Como operano numerose imprese che concedono in locazione imbarcazioni senza conducente, comprese unità con motorizzazioni che ne consentono la conduzione da parte del cliente senza patente nautica. Si tratta di una componente ormai rilevante dell’offerta turistica del territorio e di un’attività commerciale espressamente prevista dalla normativa regionale.
Dalle indicazioni attualmente rese note sul funzionamento di Villa Margherita risulta tuttavia che le unità concesse senza conducente non potranno utilizzare il nuovo pontile. Il problema non è secondario. Se Sant’Agostino viene sottratto all’attuale utilizzo e Villa Margherita non è accessibile alle unità in locazione senza conducente, occorre necessariamente chiarire dove queste imprese potranno effettuare le proprie operazioni.
Una barca data in locazione non compare magicamente in mezzo al lago. Il cliente deve raggiungere un punto di consegna. Deve ricevere le necessarie spiegazioni sul funzionamento dell’unità e sulle regole di navigazione. Deve imbarcarsi. Al termine del periodo di locazione deve poter rientrare e sbarcare.
Queste attività possono inoltre prevedere diversi turni nell’arco della stessa giornata. L’esclusione di tali unità da Villa Margherita non elimina quindi questi flussi. Li trasferisce semplicemente in un altro luogo. Ed è proprio questo luogo che deve essere individuato e organizzato prima della cessazione dell’attuale utilizzo di Sant’Agostino. Allo stato delle comunicazioni pubbliche esaminate, non risulta chiaramente indicata una soluzione alternativa specificamente destinata ad assorbire questi flussi.
Chiediamo pertanto che venga chiarito formalmente quale approdo sarà destinato alle attività di locazione senza conducente, quale capacità avrà, quali saranno le modalità di utilizzo e se tale soluzione sarà pienamente operativa prima della cessazione dell’utilizzo di Sant’Agostino.
REGOLAMENTARE NON SIGNIFICA LIMITARE IL LAVORO
Il principio che intendiamo sostenere è semplice. Le imprese nautiche devono rispettare le regole. Devono rispettare la sicurezza. Devono rispettare le prescrizioni di navigazione. Devono essere controllate.
Ma una volta rispettati questi requisiti devono anche essere messe nella condizione di lavorare. La regolamentazione di un’infrastruttura non dovrebbe trasformarsi indirettamente in una regolamentazione della capacità commerciale delle imprese.
Il Lago di Como rappresenta oggi uno dei territori turistici più conosciuti a livello internazionale e la nautica costituisce una componente importante della sua economia. Le aziende del territorio hanno investito per accompagnare questa crescita. Riteniamo quindi necessario trovare un equilibrio tra ordine, sicurezza e tutela del lavoro.
LA NOSTRA PROPOSTA: SANT’AGOSTINO E VILLA MARGHERITA TEMPORANEAMENTE IN PARALLELO
Per tutte queste ragioni riteniamo che la soluzione più prudente non sia il passaggio immediato e definitivo da Sant’Agostino a Villa Margherita. Proponiamo invece un periodo di sperimentazione durante il quale i due approdi possano operare temporaneamente in parallelo.
La stessa decisione di mantenere Sant’Agostino operativo nei primi giorni del nuovo sistema rappresenta, a nostro avviso, il riconoscimento della necessità di verificare concretamente il funzionamento della nuova organizzazione.
Chiediamo semplicemente che questa sperimentazione sia sufficientemente lunga e significativa da produrre dati attendibili. Pochi giorni non possono necessariamente rappresentare le condizioni di massimo utilizzo di un’intera stagione turistica. Durante questo periodo sarebbe possibile misurare concretamente:
numero di accessi giornalieri;
numero massimo di accessi per ora;
tempi medi di imbarco e sbarco;
numero di passeggeri movimentati;
eventuali tempi di attesa delle imbarcazioni;
concentrazione delle unità nello specchio d’acqua antistante;
comportamento del pontile in presenza di moto ondoso;
gestione degli anticipi e dei ritardi;
numero di prenotazioni last minute;
eventuali accessi non programmati;
impatto del limite di sei persone;
esigenze specifiche delle attività di locazione senza conducente.
Avremmo finalmente dati reali sui quali assumere decisioni definitive.
LE NOSTRE RICHIESTE
Alla luce di quanto sopra chiediamo alle Autorità competenti:
di prevedere una fase sperimentale sufficientemente significativa con utilizzo parallelo di Villa Margherita e Sant’Agostino;
di effettuare una verifica tecnica e operativa del nuovo pontile nelle condizioni reali di massimo utilizzo;
di rendere disponibili la documentazione progettuale, il collaudo, le certificazioni e le prescrizioni di sicurezza della struttura, con particolare riferimento al limite di sei persone contemporaneamente;
di verificare la capacità oraria effettiva del nuovo approdo confrontandola con i flussi storicamente registrati a Sant’Agostino;
di garantire che DockPass consenta la gestione delle prenotazioni last minute e non determini indirettamente il numero di servizi commercialmente effettuabili dalle singole imprese;
di introdurre adeguati margini di tolleranza e sistemi flessibili per anticipi, ritardi e variazioni degli orari;
di prevedere una procedura specifica per gli sbarchi non programmabili determinati da esigenze operative, meteorologiche o di sicurezza;
di individuare, prima della cessazione dell’utilizzo di Sant’Agostino, una soluzione operativa adeguatamente dimensionata per le unità in locazione senza conducente, comprese quelle conducibili dal cliente senza patente nautica;
di chiarire formalmente agli operatori modalità, condizioni e infrastrutture attraverso le quali tali attività potranno continuare a svolgere le operazioni di consegna, imbarco, rientro e sbarco dei clienti;
di monitorare durante la sperimentazione eventuali concentrazioni di imbarcazioni nello specchio d’acqua antistante Villa Margherita e le interferenze con la navigazione pubblica e privata;
di istituire un tavolo tecnico permanente tra Comune di Como, CSU, Prefettura, Autorità di Bacino, Forze dell’Ordine e rappresentanti degli operatori professionali;
di assumere una decisione definitiva sulla sostituzione di Sant’Agostino soltanto dopo aver analizzato i risultati della sperimentazione.
CONCLUSIONI
Non chiediamo di tornare indietro. Non chiediamo assenza di regole. Non chiediamo privilegi per gli operatori. Chiediamo che un cambiamento destinato a incidere profondamente sull’intero sistema della nautica professionale della città di Como venga realizzato attraverso dati, sperimentazione, confronto e verifiche concrete.
Sicurezza e lavoro non sono interessi contrapposti. Una buona organizzazione deve essere capace di tutelarli entrambi. La crescita straordinaria della nautica turistica rende necessarie maggiori regole e maggiori controlli, ma rende altrettanto necessarie infrastrutture adeguate alla dimensione raggiunta dal settore. Trasferire integralmente centinaia di operazioni da un sistema conosciuto a un nuovo approdo senza averne prima verificato sufficientemente il funzionamento nelle condizioni reali rappresenterebbe, a nostro avviso, un rischio organizzativo evitabile.
Allo stesso modo, eliminare un punto di imbarco senza avere preventivamente individuato una soluzione per tutte le categorie di operatori interessate rischierebbe semplicemente di trasferire altrove le criticità.
Riteniamo che questa sia la strada più responsabile per tutelare contemporaneamente la sicurezza dei passeggeri, il lavoro delle imprese, l’operatività delle Forze dell’Ordine e l’immagine turistica della città di Como e del suo lago.
Consorzio Nautica Lago di Como S.c.a.r.l.
Como, le 12 richieste del Consorzio Nautica: “E all’inizio uso parallelo dei pontili a Sant’Agostino e viale Geno”
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