“Da persona di frontiera non ho mai visto il confine come una barriera. Oggi però vedo molti più rischi che opportunità”. Una frase pesante quella pronunciata ieri dal presidente Confindustria Como, Gianluca Brenna, e riportata nella lunga cronaca di Varesenews della serata “La Città dei Laghi (Como-Ticino-Varese)” organizzata dal Rotary Varese. Il tema principale è quello – assai suggestivo – che avevamo già illustrato lungamente in questo articolo. Ma a colpire, almeno per quanto riguarda il nostro territorio, sono state le parole del numero uno degli industriali comaschi che segnano il cambiamento netto dei rapporti, e della percezione dei rapporti, tra Como, e più in generale tra tutto il territorio di confine, e la Svizzera: terra, quest’ultima, di grandi opportunità (basti pensare a quanti frontalieri lavorano nella Confederazione) ma diventato anche temibilissimo concorrente per le imprese italiane.
“Da persona di frontiera non ho mai visto il confine come una barriera – citiamo da Varesenews – Oggi però vedo molti più rischi che opportunità. Abbiamo ancora una crescita ma questa porta più problemi – ha aggiunto il presidente di Confindustria Como, Gianluca Brenna – Il tema dei frontalieri era un fenomeno che aiutava i territori e noi non avevamo carenza di personale. La nostra generazione sta andando in pensione e non è rimpiazzata e le conseguenze sono drammatiche. La frontiera è diventata vera e se non affrontiamo i problemi tra Ticino e province vicine, sarà ancora più dura”.