Torna a salire il costo del carburante alla pompa in Svizzera, sfiorando ormai i massimi annuali. Secondo i dati diffusi dal Touring Club Svizzero (TCS), la spinta sui listini è causata dal combinato disposto tra le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le gravi difficoltà logistiche lungo il fiume Reno.
I prezzi al distributore Attualmente, il prezzo medio per un litro di benzina senza piombo 95 si attesta a 2,10 franchi (circa 2,24 euro), la variante 98 raggiunge i 2,12 franchi (circa 2,26 euro), mentre il diesel sale fino a 2,26 franchi (circa 2,41 euro). I valori attuali si collocano ad appena un centesimo dai picchi registrati lo scorso 20 agosto, segnando un rincaro complessivo tra il 20% e il 26% dall’inizio della crisi in Iran a fine febbraio. (Nota: le conversioni sono calcolate sulla base di un cambio indicativo di 1 CHF = 1,067 EUR).
Le cause dei rincari L’impennata dei prezzi è determinata principalmente da tre fattori chiave monitorati dal TCS: l’andamento del greggio alla borsa di Rotterdam, il tasso di cambio del dollaro e le tariffe di trasporto fluviale sul Reno.
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Crisi logistica sul Reno: La grave magra del fiume ha ridotto drasticamente la capacità di carico delle chiatte, facendo schizzare alle stelle i costi d’importazione verso la Confederazione.
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Tensioni geopolitiche: La capacità di raffinazione globale risulta pesantemente compromessa dai contesti bellici in Ucraina e Iran, con una conseguente contrazione dell’offerta di prodotti finiti.
Il confronto con il passato Nonostante la pressione sui prezzi, i listini attuali restano al di sotto dei record storici toccati nel 2022 a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina, quando la benzina 95 superò la soglia dei 2,30 franchi al litro (circa 2,45 euro). Gli esperti del settore invitano comunque alla cautela: con l’instabilità in Medio Oriente e le persistenti criticità sul Reno, il rischio di ulteriori rincari nelle prossime settimane rimane elevato.
