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“Cinghiali terrorizzati, catturati nelle gabbie e abbattuti vicino alle case. Grida e spari di notte. Provincia e Comune di Brunate rispondano”

[Foto di copertina: archivio]

Ne parlavamo già lo scorso dicembre, in questo articolo: Como, il grido di Bianca: “L’atroce sofferenza di questi animali in gabbia prima di essere uccisi. Il video”. E oggi il tema della cattura dei cinghiali sul confine tra Como (Civiglio) e soprattutto Brunate torna a farsi sentire. In serata sono arrivate alcune segnalazioni alla redazione cui, poco dopo, è seguito l’intervento di Elisabetta Patelli, portavoce regionale di Alleanza Verdi e Sinistra. Ecco quanto scrive:

BRUNATE, RIATTIVATE LE GABBIE PER I CINGHIALI VICINO ALLE CASE. PROVINCIA E SINDACO CHIARISCANO CHI HA DECISO E PERCHÉ

Dopo un periodo di sospensione, a Brunate sono state nuovamente attivate le gabbie per la cattura dei cinghiali in prossimità delle abitazioni. Una scelta che riteniamo grave e sulla quale chiediamo risposte precise alla Provincia di Como e al sindaco di Brunate, ciascuno per le proprie competenze e responsabilità.

La motivazione sarebbe riconducibile alle proteste per alcuni sacchi dell’immondizia rovistati e dispersi in strada dai cinghiali.

Se questo è davvero il problema, la risposta è francamente paradossale: si mettono gabbie con esche alimentari vicino alle case, con il rischio di attirare ulteriormente i cinghiali verso l’abitato, per poi catturarli e abbatterli proprio perché si sono avvicinati alle case e ai rifiuti.

Il Triangolo Lariano è un territorio nel quale la presenza del cinghiale è nota e deve essere gestita con strumenti adeguati. Se esiste un problema di sacchi lasciati accessibili agli animali, il Comune intervenga anche sulla raccolta e sui contenitori, invece di trasformare poche segnalazioni in una giustificazione per riproporre un sistema che aveva già provocato fortissime proteste.

E c’è un altro aspetto che non può essere ignorato: collocare queste gabbie vicino alle abitazioni significa portare catture, animali terrorizzati e successive operazioni di abbattimento a ridosso delle case.

Ci vengono riferite grida degli animali intrappolati e spari durante la notte, con un disagio pesantissimo per chi vive nelle vicinanze.

Il benessere animale, la sicurezza e la tranquillità dei cittadini devono essere parte integrante di qualsiasi intervento di gestione della fauna selvatica.

Chiediamo quindi pubblicamente:

– chi abbia disposto la riattivazione delle gabbie e con quale atto;
– quale sia stato il ruolo della Provincia di Como e quale quello del Comune di Brunate;
– quante e quali segnalazioni abbiano motivato questa decisione;
– perché si sia scelto di collocare e riattivare gabbie in prossimità delle abitazioni;
– quali alternative siano state valutate prima di tornare a un metodo che aveva già suscitato contestazioni;
– con quali modalità vengano effettuate cattura e successivo abbattimento e quali garanzie siano previste per evitare sofferenze agli animali e disturbo ai residenti.

Chiediamo soprattutto una cosa molto semplice: le gabbie vicine alle case vengano nuovamente sospese fino a quando questi chiarimenti non saranno forniti.

Non accettiamo che una scelta così delicata venga fatta passare quasi sotto silenzio e che i cittadini ne vengano a conoscenza soltanto quando sentono gli animali gridare e gli spari vicino alle proprie abitazioni.

Provincia e Comune mettano gli atti sul tavolo e si assumano pubblicamente la responsabilità delle decisioni prese.

Il video che abbiamo pubblicato lo scorso dicembre:

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