Pochi giorni fa, l’assessore alla Viabilità e Lavori Pubblici Pierangelo Gervasoni ha acceso nuovamente i riflettori sul tema delle piste ciclabili cittadine.
“Quali?”, verrebbe da chiedersi.
La promessa solenne di Gervasoni: “Entro fine 2022 la maxi ciclabile”. Ma si vota 6 mesi prima
Già, perché Como non è che possa vantare chissà quali spazi riservati ai ciclisti: tratti più o meno lunghi sparpagliati qua e là dove strade, parcheggi e marciapiedi lo consentono come la ciclabile di viale Geno, poche centinaia di metri che poi finiscono in piazza De Gasperi.

o quella di via Gallio che ti accoglie all’uscita dalla pedonale via Garibaldi, ti illude per qualche metro e poi ti abbandona al tuo destino all’incrocio con la tangenziale.

O la baby-pista in piazza Cacciatori delle Alpi che, se percorsa in direzione viale Varese, ti condanna a un frontale con chi esce dal parcheggio.

Gervasoni però, dicevamo, martedì scorso ha annunciato che, entro la fine del 2022, verrà realizzato il primo lotto della “Dorsale dei Pellegrini”, la maxiciclabile in maxiritardo che, dal 2017, sogna di collegare Cernobbio a Camerlata e oltre e che, tra polemiche, proroghe e il rischio di perdere il finanziamento regionale da 1,3 milioni di euro, non ha ancora emesso neppure il più timido vagito.

Nell’attesa di quella che, benché utilissima, altro non sarà che una porzione di strada o marciapiedi strappata alle auto, come non guardare con invidia il progetto coraggioso e bellissimo realizzato nel 2018 sul Lago di Garda con la ciclabile Garda by Lake?

Una passerella d’acciaio per bici e pedoni agganciata alla roccia con tratti a sbalzo sull’acqua tra panorami mozzafiato tanto da essere già stata definita la “ciclovia dei sogni”, la più bella d’Europa.
Di pochi giorni fa è l’annuncio che entro l’anno il percorso verrà ultimato passando dagli attuali 4 chilometri (nel loro piccolo percorsi da oltre 280 mila persone in un anno) a 140 lungo tutto il perimetro del lago. Così, per dire, eh.