Anima il dibattito politico lo scandalo del pontile a pezzi nel lago, all’altezza di metà viale Geno. Il 12 giugno scorso la Società Cooperativa Lariana, preso atto della decisione del Consiglio di Stato che ha confermato la decisione del Comune di Como di non rinnovare la concessione dell’area, ha riconsegnato al Comune di Como l’area e i relativi pontili di Viale Geno dove da decenni erano ormeggiati i natanti.
“Oggi, a due settimane di distanza, il bilancio è sotto gli occhi di tutti – dichiara Alessandro Rossi, Segretario del PD Como Convalle che interviene sullo stato di uno dei luoghi simbolo del lungolago cittadino – il pontile versa in condizioni imbarazzanti, continua letteralmente a perdere pezzi che vanno alla deriva nel lago, tanto che è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco per ripristinare le minime condizioni di sicurezza”.
“Se da un lato si doveva rispettare la decisione di giudici amministrativi, dall’altro è legittimo chiedersi quale fosse il progetto dell’Amministrazione una volta riconsegnata l’area – aggiungono i Consiglieri comunali del PD Patrizia Lissi e Stefano Legnani –. Se l’obiettivo era restituire decoro e sicurezza, oggi dobbiamo constatare che il risultato è esattamente l’opposto. In piena stagione turistica, mentre migliaia di persone passeggiano ogni giorno sul lungolago, il pontile si presenta come un’infrastruttura abbandonata, deteriorata e in progressivo disfacimento. È un’immagine che non rende giustizia a Como e che trasmette un senso di incuria incompatibile con le ambizioni di una città che vive anche della propria attrattività internazionale”.

“Si deve anche considerare che il Comune di Como, essendo scaduta la concessione, avrebbe potuto chiedere alla Cooperativa Lariana di liberare completamente l’area rimuovendo i pontili; ha preferito invece acquisirli al patrimonio comunale. Sorgono allora spontanee alcune domande: da questa decisione cosa ha guadagnato la città? Sono state allontanate delle barche per avere un pontile che sta andando allo sfacelo? – proseguono gli esponenti Pd – Se dopo la fine della concessione l’unico risultato è avere acquisto una struttura che cade a pezzi, significa che è mancata una visione e, soprattutto, la capacità di valutare preventivamente gli effetti di una decisione che si sta rivelando del tutto sbagliata. Il Comune di Como dovrà ora farsi carico della manutenzione straordinaria del pontile, o forse del suo smantellamento e smaltimento qualora non potessero essere più garantite le condizioni di sicurezza. Sicuramente un grande affare per l’Amministrazione Comunale.”
“Per questo – conclude Rossi – chiediamo all’Amministrazione comunale di presentare immediatamente un cronoprogramma pubblico degli interventi, indicando tempi certi per la messa in sicurezza e il recupero del pontile. Se il Comune ha deciso di riacquisire direttamente la gestione dell’area, deve anche assumersi la responsabilità di conservarla e valorizzarla. Non basta rivendicare una scelta amministrativa: bisogna dimostrare di avere un progetto concreto per il bene della città”.