Curiosamente oggi pomeriggio c’era una temperatura molto simile a quel 2 aprile 2024: cielo limpido e caldo decisamente sopra la media stagionale. Non si può dire altrettanto dell’umore: oggi è stato un giorno di festa e felicità, due anni fa fu un momento di enorme tristezza, quello in cui la Bocciofila dei Combattenti di via Balestra, tra i simboli del centro storico, chiuse i battenti per sempre. In entrambe le occasioni tante persone radunate per qualcosa che amano o hanno amato.

L’universo tende sempre a compensare, e così per qualcosa che se ne è andato qualcosa ha avuto nuova vita. E’ successo alla Casa Divina Provvidenza Don Guanella dove il vecchio campo da bocce è stato restaurato grazie all’enorme generosità di numerosi donatori; obiettivo raggiunto in pochissimo tempo: “Un mese – come ha spiegato don Nico Rutigliano, Superiore del Don Guanella, anima dell’iniziativa – dopo l’appello lanciato a Pasqua”.

Un campo rinato e aperto alla città “perché – ha sottolineato il don – come nel caso dei pani e dei pesci il vero miracolo non è la moltiplicazione ma la condivisione”. Presente in grande spolvero la bocciofila di Minoprio, con atleti il presidente Pasquale Diodato, che per l’occasione ha organizzato una dimostrazione con anziani e bambini in prima fila.

E c’erano anche i Combattenti, anzi, alcuni Combattenti; “quelli rimasti e sono pochi” come ha sottolineato l’ultimo presidente della Bocciofila, Renato Fumagalli. “Como è una città con tanti anziani – ha aggiunto – è importantissimo che abbiano punti di riferimento come questo”. Presente all’appello anche la sezione femminile dell’ex Club con la storica vicepresidente Mariapia Roncoroni che ha garantito: “Prontissime a venire a giocare ogni settimana”.

Rivolgendosi a quanti hanno collaborato alla rinascita del bocciodromo don Rutigliano ha detto: “La Provvidenza ha il vostro volto abbiamo realizzato questo campo perché crediamo nell’invecchiamento attivo, nello sport per tutti. Abbiamo realizzato anche uno spazio installando il piano di un tavolo, altra donazione, sul ceppo di uno storico castagno potato. Sarà un luogo aperto con gazebo e piante, un luogo di incontro antidoto al male del secolo, la solitudine”.

Un messaggio potente in questa città, attraversata da masse di turisti anonimi dove la rete sociale e familiare, tradizionale nel ‘900, oggi è drammaticamente sfilacciata quando non perduta.

A rappresentare Regione Lombardia il consigliere Sergio Gaddi, vicepresidente della commissione Sport, che ha citato l’immenso Geroge Bernard Shaw: “Non si smette di giocare perché si diventa vecchi ma si diventa vecchi perché si smette di giocare” e I giocatori di Bocce (Les Joueurs de boules, 1908 )e di Matisse esposto al Museo dell’Ermitage. Poi è stato letto un messaggio molto affettuoso del ministro per le Disabilità, la comasca Alessandra Locatelli, dispiaciuta di non essere presente per impegni istituzionali fissati già da tempo. Ospite d’eccezione la canturina Sefora Corti boccista e specialista della raffa campionessa mondiale (a squadre) nel 2004.

Oggi è successo qualcosa di molto bello per Como, testimonianza, se ce ne fosse davvero bisogno, che realtà come il Don Guanella sono linfa per questa città, motori di una solidarietà silenziosa e radicalmente concreta. Senza bisogno di fiocchi e fiocchetti ma solo di piani precisi e attenzione nei confronti chi, altrimenti, finirebbe dimenticato in casa ad aspettare la fine.
E allora, in conclusione, viene da pensare che quell’avverbio iniziale, quel curiosamente, sia stato sbagliato, forse non è un caso che il 2 aprile 2024 e il 3 ottobre 2026 siano state giornate tanto simili. Con una sola variazione: il finale.
Per informazioni sull’uso del campo e le disponibilità: Casa Divina Provvidenza, via T. Grossi 18, como.direzione@guanelliani.it; operadonguanellacomo.it.
