Nuovo sfregio per l’Asilo Sant’Elia. Il capolavoro di Giuseppe Terragni, chiuso e abbandonato al suo destino ormai da cinque anni e inesorabilmente scivolato in fondo alla lista delle priorità dell’amministrazione Rapinese (se non del tutto tagliato fuori) nella notte tra sabato e domenica è stato preso di mira dai writers che ne hanno imbrattato il muro esterno con i loro tag, come una qualsiasi fabbrica abbandonata di periferia.

Passi pure l’ignoranza di un gruppo di ragazzetti che probabilmente neanche sanno di aver danneggiato un monumento, ma l’incuria in cui versa l’Asilo, tra erbacce e reti arancioni da cantiere, sicuramente non aiuta a farne comprendere il valore.


E a risolvere il problema non può bastare una pennellata data dai benemeriti volontari di Per Como Pulita anche perché, trattandosi di un monumento vincolato e di un edificio non esattamente tinteggiato come un condominio qualsiasi, le procedure per la sua pulizia richiedono più di una mano di bianco. Qui serve che l’amministrazione prenda seriamente coscienza del fatto che un monumento non può essere trattato in questo modo e lasciato alla mercé di chiunque.

E che non si può liquidarlo semplicemente – e demagogicamente, diciamolo – dicendo che la città ha altre priorità, perché non ha alcun senso mettere sullo stesso piano un capolavoro dell’architettura contemporanea con l’asfaltatura di una strada o la, necessaria, riqualificazione di un impianto sportivo. E questo semplicemente perché la tutela del proprio patrimonio culturale non può essere una scelta da prendere o non prendere, ma è un dovere. Punto.

E se la città non insorge davanti a questa scelta di posticipare ogni intervento “perché costa troppo” e vada come vada, probabilmente è solo perché non ha davvero la minima idea di che tesoro inestimabile sia quell’edificio e di che importanza abbia a livello internazionale. E forse sarebbe davvero il caso che si provasse a svegliare un po’ le coscienze prima che l’inesorabile formula del “degrado chiama degrado” raggiunga il punto di non ritorno.