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Ambiente, Attualità

Como, bagni nel lago? Assolutamente no giardini e Tempio, oltre che vietato “fortemente inquinato”. Meglio Villa Olmo, Geno e Cernobbio

Sono stati dieci i punti monitorati quest’anno dalla Goletta nelle acque del Lario e sottoposti ad analisi microbiologiche, quattro sulla sponda comasca e sei su quella lecchese. Complessivamente quattro punti sono risultati fuori dai limiti di legge e più precisamente due sono stati giudicati come “fortemente inquinati” (uno in provincia di Como e uno in provincia di Lecco) e altri due come “inquinati” (uno in provincia di Como e uno in provincia di Lecco). Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva nei laghi.

È questa in sintesi la fotografia scattata nella tappa lombarda lungo le sponde del Lario   da un team di tecnici e volontari di Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute dei bacini lacustri italiani. I risultati sono stati presentati all’interno di due conferenze stampa. La prima si è tenuta a Lecco e  ha visto la partecipazione di Elisa Scocchera, Portavoce Goletta dei Laghi, Renata Zuffi  Assessore all’ambiente Comune di Lecco, Laura Todde, Presidente circolo Lecco , Costanza Panella Presidente Legambiente Lario Orientale, Stefano Simonetti Assessore all’Ambiente Provincia di Lecco, Matteo Grazioli responsabile Comunicazione Lario Reti. La seconda a Como, dove sono intervenuti Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente Lombardia,  Enzo Tiso, Presidente circolo Legambiente Como, Annalisa Leone Responsabili tecnici goletta dei Laghi, con la partecipazione di  Marco Galli Assessore all’Ambiente Ecologia Comune di Como, Federico Bassani vicepresidente della Provincia di Como, l’Ing. Marco Bernasconi e il dott. Claudio Citroni  di Como acqua Srl e Marianna Bellase Università dell’Insubria.

“Sulla sponda occidentale del medio e alto Lario si conferma la buona qualità dell’acqua, come già ufficializzato dai periodici controlli di ATS nei punti di balneazione – dichiara il Presidente del Circolo Legambiente Como, Enzo Tiso -. Il leggero superamento dei limiti  della concentrazione di escherichia coli alla foce del Telo ad Argegno dimostra però che occorre ancora vigilare sugli scarichi che recapitano nelle valli che confluiscono nel Lario, anche intervenendo sui piccoli depuratori comunali. Anche nel primo bacino assistiamo negli anni ad un lento ma costante miglioramento confermato dai nostri campionamenti alla foce del Breggia a Cernobbio e dai controlli di ATS a Villa Olmo e Villa Geno. Ancora grave invece la situazione alla foce del Cosia ai giardini a lago dove l’acqua presenta anche quest’anno una alta carica inquinante. In quest’acqua, nonostante i cartelli di divieto di balneazione, comaschi e turisti cercano un pericoloso refrigerio durante questi giorni di calura estiva. Dal gennaio scorso la gestione di Como Depur è stata trasferita a Como Acqua srl che presto si occuperà di tutto il sistema fognario cittadino oltre che degli altri comuni gravitanti sulla valle del Cosia. Speriamo ci sia finalmente una inversione di tendenza con progetti seri e investimenti per la manutenzione, risanamento e ammodernamento degli impianti”

“Sulla sponda orientale del Lario passano l’esame la foce del torrente Inganna a Colico, dell’Esino a Perledo e del Meria a Mandello del Lario, come non era avvenuto la maggior parte dagli anni precedenti – dichiarano Costanza Panella , Presidente del circolo Lario orientale e Laura Todde, Presidente del circolo di Lecco. – La condizione favorevole del lago, più alto dopo le piogge, non è stata sufficiente per promuovere la foce del torrente sulla spiaggia di Oro, ancora una volta inquinata e sulla quale erano stati sospesi i prelievi dopo che nel 2017 era risultata entro i limiti. Ci auguriamo che i controlli e gli investimenti da parte dell’Ufficio d’Ambito e del gestore si estendano presto alle aree periferiche, e soprattutto che ci sia una svolta significativa sul fiume Caldone che attraversa Lecco e che, per l’ottava volta è risultato fortemente inquinato.”

Le due conferenze sono state anche l’occasione per una panoramica sul progetto LIFE Blue Lakes, che viaggia a bordo della Goletta dei Laghi 2021. In particolare non solo sull’attività scientifica relativa alle microplastiche, ma altresì anche per la diffusione della Carta del Lago, un documento redatto grazie ad un percorso partecipativo iniziato a febbraio e svolto negli ultimi mesi, sui tre laghi target del progetto: Garda, Trasimeno e Bracciano. Il percorso si è basato sull’impegno volontario di stakeholder pubblici e privati che hanno dedicato il loro tempo alla consultazione on line e alla stesura di un documento discusso e finalizzato durante webinar e workshop. L’obiettivo principale della Carta del Lago, che potrà essere adottata volontariamente dai portatori d’interesse, è individuare una serie di misure, impegni e azioni pratiche, volte a ridurre la presenza e gli impatti delle microplastiche nel lago. Una best practice di sicuro interesse anche per gli altri Laghi italiani toccati dalla campagna.


Partner principali della campagna, anche per il 2021, sono il CONOU, Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati, che grazie alla raccolta e rigenerazione di un rifiuto pericoloso ha consentito all’Italia di diventare una realtà di eccellenza in Europa nel settore dell’economia circolare, Novamont, azienda leader a livello internazionale nel settore delle bioplastiche e dei biochemicals. Media partner il mensile di Legambiente, la Nuova Ecologia.

Anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo dal 1984 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale: lo scorso anno nelle province bagnate dal Lago di Lugano il Consorzio ha recuperato 2.057 tonnellate a Como e 1.978 tonnellate a Varese di questo rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché grazie alla filiera del Consorzio, può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 98,8% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti. Un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. “La difesa dell’ambiente e in particolare del mare e dei laghi rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, spiega il Presidente del CONOU, Riccardo Piunti. “Il Consorzio, paradigma di circolarità, dovrà continuare a fornire il massimo contributo possibile verso gli obiettivi di economia circolare, che resta il pilastro fondamentale della battaglia per ridurre lo sfruttamento delle risorse naturali del Pianeta e quindi contrastare il cambiamento climatico”.

I DETTAGLI DELLE ANALISI MICROBIOLOGICHE SVOLTE SUL LARIO

I prelievi e le analisi di Goletta dei Laghi vengono eseguiti da tecnici e volontari di Legambiente. L’ufficio scientifico dell’associazione si è occupato della loro formazione e del loro coordinamento, individuando laboratori certificati sul territorio. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero fino al momento dell’analisi, che avviene lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli).  

LEGENDA

Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:

INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 500 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1000 UFC/100ml

FORTEMENTE INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 1000 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 2000 UFC/100ml

È bene ricordare che il monitoraggio di Legambiente non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all’inquinamento dei nostri laghi, prendendo prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo lungo le sponde dei nostri laghi, rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano nei bacini lacustri. Il monitoraggio delle acque nel Lario è stato eseguito tra il 28 e il 29 giugno.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

Per la sponda comasca “fortemente inquinato” è risultato il prelievo eseguito a lago, davanti alla foce del torrente Cosia, con cariche batteriche più alte di quelle consentite per gli scarichi. “Inquinato” risulta il punto alla foce del torrente Telo, ad Argegno, punto storicamente monitorato dalla Goletta dei Laghi e risultato entro i limiti negli ultimi cinque anni. Quest’ultimo risulta balneabile dal Portale delle Acque del Ministero della Salute.

Entro i limiti, come negli ultimi 3 anni, i prelievi effettuati presso la foce del torrente Breggia, a Cernobbio, e alla foce del torrente Albano, a Dongo.

Per la sponda lecchese dei sei punti campionati risulta “fortemente inquinato” il prelievo effettuato presso la foce del torrente Caldone, nella città di Lecco, e “inquinato” la foce del torrente Valle dei Mulini (Oro), a Bellano. Quest’ultimo in particolare risulta balneabile dal Portale delle Acque del Ministero della Salute. Entro i limiti risultano i prelievi a lago, presso la foce del torrente Inganna (a Colico) e presso la foce del torrente Esino (a Perledo), il prelievo effettuato presso la foce del torrente Meria, a Mandello del Lario, e quello presso la foce del torrente Gallavesa, a Vercurago..

Goletta dei Laghi sarà anche l’occasione per tornare sul tema delle microplastiche nelle acque interne. In particolare, i  laghi Garda, Trasimeno e Bracciano saranno al centro del progetto  Life Blue Lakes che ha l’obiettivo di prevenire e ridurre l’inquinamento da microplastiche nei laghi, coinvolgendo partner scientifici, associazioni, autorità competenti e istituzioni.

Un commento

  1. Il fatto che quel tratto sia inquinato è già grave ma è più grave il fatto che da anni non si abbia trovato rimedio ad una situazione nota.

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