Centinaia di persone si sono radunate questa mattina, venerdì 1° maggio 2026 per la Festa del Lavoro, in piazza Perretta. L’appuntamento è stato promosso dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Come da tradizione, in mezzo allo sventolio di bandiere, si sono succeduti gli interventi dal palco alternati a intermezzi musicali.
Al centro del dibattito, la necessità di ribadire il valore del lavoro dignitoso in uno scenario globale in costante mutamento. Le riflessioni proposte dalle sigle sindacali si sono concentrate sulla centralità della contrattazione, sulla tutela dei diritti acquisiti e sulle imminenti trasformazioni del mercato occupazionale indotte dall’intelligenza artificiale, e naturalmente sulla tragedia delle morti sul lavoro.

Presenti, tra gli altri, Daniele Magon (Cisl dei Laghi), Dario Esposito (Uil Lario) Sandro Estelli, segretario della Cgil Como.
Significa affrontare il gender pay gap, difendere i servizi pubblici, governare l’intelligenza artificiale senza lasciare che siano le multinazionali a decidere da sole il futuro del lavoro”, ha detto Estelli (Cgil).

Como non può essere solo una vetrina: deve essere comunità, diritti, relazioni, qualità della vita. In un tempo segnato da guerre, nazionalismi e corsa al riarmo, abbiamo ribadito con forza che non esiste lavoro dignitoso senza pace, cooperazione, diritto internazionale e democrazia. Continueremo a farlo ogni giorno, con gli strumenti della partecipazione, della mobilitazione e dell’impegno civile. Perché il Primo Maggio non è solo una ricorrenza: è una lotta che continua”, chiude Estelli.
